Mobility

MWC 2012, come evolve lo scenario mobile

MWC 2012 Scenario
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A MWC 2012 il mercato smartphone sembra dominato da Android e i vendor si mostrano prudenti nel segmento tablet. LTE e NFC le tecnologie mature che da qui a fine anno entreranno nella vita di tutti. Molta prudenza, ma almeno il mobile sembra respirare la crisi senza ammalarsi. I tablet deludono le aspettative

Mobile World Congress 2012 si conferma appuntamento di riferimento unico, per rilevanza, nel mercato europeo, per tutto quello che riguarda il mondo mobile, per le Telco, con significativi riflessi anche per quanto riguarda i rapporti b2b in ambito networking. Quest’anno MWC 2012 ha mantenuto il suo ‘ampio respiro’, ma ha anche mostrato qualche aspetto localistico, soprattutto per l’ampia presenza di operatori mobili spagnoli, un’evoluzione inevitabile considerata la location catalana. La fiera rimarrà a Barcellona per altri tre anni, e l’Italia ha perso un’occasione. Bravi loro.

Qualcosa però sta cambiando. I vendor si sono mostrati molto più prudenti nell’annunciare i propri nuovi prodotti durante le prime giornate di fiera. Anche i nomi più prestigiosi hanno preferito sfruttare le settimane precedenti (e sfrutteranno quelle successive) per catturare maggiore attenzione, per giocare meglio sui tempi rispetto ai competitor, e per una strategia di prudenza che a Barcellona si respirava molto, era nell’aria.

Sì, sono arrivati nuovi smartphone, ma bene o male ne avevamo già sentito parlare. Si pensi a Nokia con i suoi Lumia 900 e Lumia 610, si pensi ad Acer con LiquidGlow e CloudMobile, a Panasonic con i suoi Eluga, a Sony con i nuovi Xperia, alla proposta di LG, come a quella di tutti i protagonisti nel mercato mobile. Novità sì… Magari già viste appena qualche settimana prima. Pochi i device in grado di lasciare tutti a bocca aperta, pochissimi i nuovi tablet e, su tutto, un assordante strapotere di Android, che però stenta proprio nel mercato delle tavolette.

Partiamo da questi ultimi due aspetti. Abbiamo davvero assistito allo strapotere di Android, che sembra aver occupato tutti i device in fiera. Nelle visite ai nostri stand, fatta eccezione per il partner d’eccellenza Nokia, nessuno dei vendor più importanti ha sfoderato smartphone con sistema operativo Microsoft, che pure è arrivata a Barcellona con Windows Phone 7.5 Tango, un refresh indispensabile per portare il sistema operativo su telefonini con specifiche hardware più basse, in modo da proporsi sul mercato con smartphone ancora meno cari e appetibili anche nei mercati orientali meno maturi (si pensi a Nokia Lumia 610 ben al di sotto dei 200 euro di prezzo). Ma la stessa Microsoft è arrivata a Barcellona, ancora, solo con una beta di Skype, che è roba loro!

I dispositivi con sistema operativo Android hanno occupato MWC 2012. Poco lo spazio per Windows Phone

 

E se si guarda bene agli annunci con Android, si sta assistendo alla clonazione dei terminali. Gli smartphone sono sempre più simili l’uno con l’altro, per design e caratteristiche tecniche, fatte pure le dovute eccezioni. Sony, Panasonic e Huawei ci sembra abbiano provato a interpretare meglio di altri la necessità di proporre Android con qualche caratteristica di spicco, in grado di differenziare un prodotto dal concorrente. Fatte salve alcune peculiarità – a volte un design ricercato (Sony), a volte una maggior robustezza (Panasonic e Motorola), a volte una Cpu fuori dal coro (Huawei) – è davvero impressionante come, per dirla con un’espressione di Eric Schmidt, si stia assistendo all’universalizzazione degli smartphone. E non sempre a guadagnarci è il consumatore quando l’offerta si omogeneizza in questo modo.

Se dagli smartphone si passa ai tablet, il silenzio di Windows è assordante e giustificato dal fatto che nessuno si muoverà da qui a ottobre, quando arriva Windows 8 per gli OEM. Sono i giorni della Consumer Preview, ma intanto non abbiamo praticamente notizia di tablet Microsoft (sarebbe stato un suicidio), e le notizie di nuovi tablet Android si contano sulla punta delle dita di una mano e mezza. Qualcuno ha portato quello che aveva già (Acer e Motorola), qualcuno ha dato una ‘rinfrescata’ all’offerta e alle diagonali (Samsung), qualcuno ha rimandato del tutto l’appuntamento (Htc), qualcuno ha rinnovato il software (Blackberry), e qualcuno come Huawei ha dato prova di saper svolgere un ottimo lavoro con il proprio brand (con MediaPad 10 FHD), con un device molto interessante, che arriverà più avanti nel corso dell’anno. Merita una citazione a parte Asus con il suo Padfone, uno smartphone che si innesta nel form factor di una tavoletta dotata di tastiera, per avere con un unico motore operativo il cellulare, il tablet e una sorta di mini notebook con Android. Sì, forse la più coraggiosa è stata proprio Asus, laddove gli altri hanno preferito aspettare che Apple calasse il proprio asso tra qualche giorno, a Marzo. Se la pletora di vendor impegnati con Android per gli smartphone ha giovato a Google consentendole di compiere passi da gigante, così non è andata con i tablet. Apple ancora regna, e dopo marzo potremo dire se ha le carte in regola con iPad 3 per tenere Android a bada in questo segmento e per quanto tempo.

Nessuno prodotto di grido quindi, salvo rare eccezioni, MWC è una fiera però che parla ancora molto – e bene – di tecnologie vive, LTE, NFC e infrastrutture. Se negli anni i vendor decideranno di fare ognuno per sé, quando si vuole, l’argento vivo degli annunci si perderà. E una fiera senza annunci lascia sempre sul campo qualche numero. Ne abbiamo viste tante di fiere europee IT cambiare pelle in questo passaggio che sembra quasi obbligato.