L’Ue vuole armonizzare la normativa sui brevetti

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Ancora oggi, in Europa non esiste un sistema unico per i brevetti e questo è
un freno per l’innovazione. Un nuovo compromesso per superare questo limite si
affaccia all’orizzonte

Uno dei sogni dell’Unione Europea è da tempo quello di unificare la legislazione sui brevetti. Ancora oggi, in 13 dei 27 paesi dell’Ue il costo per un singolo prodotto è undici volte più caro rispetto a quello di tutto l’insieme degli Stati Uniti e tredici volte rispetto al Giappone.

Bruxelles vuole correre ai ripari e ha presentato una proposta per creare un sistema comune di brevetti e una sola corte di giustizia per tutti i problemi legati alla proprietà industriale. Promotore del progetto è il commissario per il mercato interno Charles MacCreevy, che ha sottolineato come la manovra serva soprattutto per superare un freno all’innovazione e alla crescita. Il piano prevede la nascita di un organismo sopranazionale per la definizione dei brevetti, che pure non supererà l’esistenza di brevetti nazionali, ma agirà come ente coordinatore. In effetti, esiste già oggi un Ufficio europeo dei brevetti, ma esso non ha alcuna relazione giuridica con l’Ue.

Va notato che la materia è tuttora molto delicata. In particolare, la creazione di una corte europea per il giudizio sui brevetti faceva già parte del controverso Epla, l’accordo sulla regolamentazione delle liti su questo fronte, proposto dal citato Ufficio dei brevetti e sostenuto dallo stesso MacCreedy. Nell’ottobre 2006, tuttavia, il Parlamento Europeo aveva raccomandato alla Commissione prudenza sullo sviluppo di questo accordo.

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