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Lenovo si concentra su Moto come brand di prodotto smartphone

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Il brand Motorola non sarà più focus del marketing di prodotto, ma rimarrà sulle confezioni. Lenovo punta su Moto e Vibe come marchi protagonisti nel mercato smartphone

E’ stata ufficializzata al Ces di Las Vegas la nuova strategia di brand di Lenovo che punta su Moto come brand di prodotto, senza tuttavia far scomparire il brand Motorola Mobility. Un annuncio atteso da mesi che arriva paradossalmente in concomitanza con la presentazione da parte di Lenovo del suo primo smartphone basato sul progetto Tango di Google.

L’annuncio, dato in un’intervista a Cnet dal COO di Motorola, Rick Osterloh, è accompagnato da un statement ufficiale di Lenovo che recita: “Motorola Mobility continua ad esistere come azienda di Lenovo ed è il motore della progettazione e del design per tutti i nostri prodotti mobile. Tuttavia, nell’ambito del nostro product branding, utilizzeremo una strategia dual brand per smartphone e dispositivi wearable, continuando ad utilizzare, Moto e Vibe a livello globale”. Il primo sulla fascia alta dei prodotti, il secondo sulla fascia consumer.

LenovoUna strategia su due fronti, consapevole che l’eredità di Motorola nel mercato degli smartphone è forte, non solo perché fu il primo brand che inventò il mercato dei cellulare (ai tempi con Nokia) ma che vanta ancora un appeal forte sul mercato americano, dove la cinese Lenovo fatica a farsi notare rispetto ai vendor di dispositivi Android e allo strapotere di Apple.

Sono passati quasi due anni da quanto Lenovo acquistò Motorola da Google per 2,9 miliardi di dollari nel gennaio 2014, che a sua volta l’aveva comprata nel 2012 con un’operazione da 12,5 miliardi di dollari, travagliata e finanziariamente impattante, al punto che nel gennaio del 2014 Google la “svendette” a Lenovo pur mantenendo in casa alcuni brevetti.
Due vendite su cui riflettere in relazione a quanto hanno dichiarato i Ceo delle rispettive aziende a ridosso delle acquisizioni. Yang Yuanqin di Lenovo nel 2014 aveva affermato: “Motorola è il nostro tesoro, non solo proteggeremo il marchio Motorola, ma lo renderemo ancora più forte”. Oggi si rafforza il brand Motorola Mobility che continua a essere motore della progettazione, del design e della produzione degli smartphone e dei wearable device, ma che difficilmente vedremo come brand sugli smartphone, così come è.  E nel maggio di due anni prima, Larry Page di Google aveva detto: “Motorola è una grande società tecnologica americana. Ho fiducia nella squadra di Motorola: creerà la prossima generazione di cellulari”.

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Lenovo non vanta forte riconoscibilità nel mercato degli smartphone e punterà su quel “valore da pioniere che nel mercato della telefonia mobile molti riconoscono ancora a Motorola (negli anni 80 con il primo DynaTac o con Razr negli anni 2000) anche se nel tempo ha pagato cara la lentezza nel rispondere all’arrivo degli smartphone di Apple e Samsung, senza rinnovarsi e investire nelle nuove tecnologie. Un po’ come Nokia, leader anch’essa indiscussa negli anni ’90, che si è lasciata cullare dai vecchi successi senza innovare, fino ad arrivare alla vendita della divisione dispositivi e servizi a Microsoft per 5,4 miliardi, un’ operazione altrettanto finanziariamente impattante per la casa di Redmond. E così come in Lenovo, anche in Microsoft, si sta ancora cercando di mandare a regime un’acquisizione che pur se fiduciosa nei  nuovi smartphone con Windows 10 arranca in market share, con numeri ancora esigui rispetto al mondo Apple e Android.

Lenovo aveva chiuso il primo trimestre dell’anno fiscale 2015-2016 con un fatturato pari a 10,7 miliardi di dollari, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma registrando profitti netti in caduta verticale del -51% anno su anno. Sui conti, ancora, aveva pesato l’acquisizione di Motorola oltre al forte calo del mercato Pc.

Direttore responsabile di TechWeekEurope, ITespresso, ChannelBiz e Gizmodo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

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