La voglia di crescere dei Cio italiani

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La quarta edizione della Cio Survey, realizzata da NetConsulting con il
supporto di FidaInform, evidenzia una minor pressione sui costi, ma anche la
necessità per gli it manager di parlare un linguaggio orientato al business.

Non troppe sorprese, ma alcuni elementi confortanti emergono dai risultati della quarta edizione della Cio Survey, realizzata da NetConsulting con il supporto di FidaInform e l’appoggio di sponsor come Hp, Amd e Microsoft. Innanzitutto, per la prima volta da qualche anno a questa parte, non è più il contenimento dei costi a dominare la focalizzazione delle attività degli It manager, segno che, seppur lentamente, si sta uscendo dalla fase di ristagno delle progettualità tecnologiche nelle aziende italiane. I 61 Cio (di aziende medio-grandi) intervistati per l’indagine hanno indicato in fattori che abilitano la crescita dell’azienda le principali priorità per il 2007. In particolare, l’It aziendale viene più spesso chiamata a far guadagnare market share alla propria azienda, a ridefinire l’offerta di prodotti o servizi e a migliorare la relazione con i clienti. La riduzione dei costi e il miglioramento dell’efficienza restano obiettivi da tenere ben presenti, ma sembrano non condizionare più l’orizzonte del responsabile dei sistemi informativi. Ai fattori già indicati, si aggiunge una certa ascesa del miglioramento del time to market, obiettivo soprattutto delle aziende, come le Telco, che hanno un’offerta caratterizzata da prodotti e servizi a ciclo di vita contenuto.

Accanto alle problematiche legate alle strategie aziendali, troviamo priorità più tipicamente legate a scadenze o problematiche operative. Più che in passato, conta oggi garantire la compliance normativa, un obbligo che per i Cio dovrebbe essere tradotto in opportunità, soprattutto in direzione della governance. Strettamente correlato a questo tema è il capitolo dedicato alla sicurezza, un fattore critico che ormai viene percepito soprattutto come legato a persone e processi e non tanto alla tecnologia. In generale, l’informazione è il fulcro dell’attività aziendale e dev’essere garantita la logiche di integrità e riservatezza. Il processo di centralizzazione delle informazioni, peraltro, favorisce un miglior governo.

L’efficienza resta un driver primario anche per l’informatica aziendale, ma viene interpretata oggi assai più come un volano per portare valore al business che non semplicemente come un elemento puramente operativo e quindi destinato ad agire solo sul lato dei costi. Ancora questo desiderio non si traduce in un maggiore allineamento dell’It sulle strategie dell’azienda, né in un coinvolgimento più esteso dei Cio nella ?stanza dei bottoni?, ma almeno in termini di potenziale la strada sembra essere focalizzata. Anche i progetti, di conseguenza, si stanno spostando, seppur lentamente, da aree operative di back office a settori come la Business Intelligence o il Crm, più vicini ad aspetti di business aziendale e sentiti soprattutto nelle utility, nelle Telco o nelle aziende di servizi. Allo stesso modo, e trasversalmente, cresce l’attenzione verso la collaboration, che influenzerà il modo di comunicare, lavorare e gestire le informazioni nelle aziende.

Un elemento da non trascurare è il processo di consolidamento tecnologico e organizzativo, in Italia spesso legato ai processi di merger & acquisition, che ha favorito anche diversi progetti di migrazione.

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