Hp nel nome della virtualizzazione dello storage

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Con EVA 4400 Hp cambia la virtualizzazione dello storage per il mid market. Una soluzione per server integra il nuovo Vmware Esx 3i

Doppio approccio alla virtualizzazione per storage e per server in Hp. Il primo annuncio è una nuova soluzione Storageworks basata su disk array virtualizzati che va all’attacco del midmarket con Eva ( Enterprise Virtual Array) 4400. Alla fine dello scorso anno Hp aveva consegnato 20 mila sistemi Storageworks Eva nella regione Emea ( 40 mila nel mondo). Di questi, come dichiarano i responsabili di Hp, almeno 12 mila appartengono alla linea Eva 4100 che entro sei mesi andrà in soffitta rimpiazzata appunto dagli Eva 4400.

Il secondo annuncio va nella direzione della virtualizzazione dei server e di consolidamento delle applicazioni con l’adozione di Esx Server di Vmware nella nuova versione 3i su molti modelli della linea server Proliant. In Vmware e Hp si parla congiuntamente di ‘thin virtualization’. Si tratta di concedere al nuovo hypervisor di Vmware , che occupa un footprint di soli 32 Mb, di integrarsi su memoria allo stato solido all’interno dei server per trarre vantaggio da un stretta integrazione con l’hardware di Hp.

Lo scopo è di consolidare su di un unico server alla portata dell aziende più piccole soluzioni applicative ad alta affidabilità. Per le grandi aziende l’ottica futura è invece quella dei data center di nuova generazione che dovranno beneficiare di una duplice forma di virtualizzazione, a livello di storage e di server.
Hp fa un passo in avanti su questa strada proponendo sul mercato anche soluzioni pacchettizzate, da realizzarsi in fabbrica o con la collaborazione di partner, sui propri server della linea Proliant con tecnologia software di Vmware. Su queste Hp costruirà anche un’offerta di servizi che ha come obiettivo le aziende di medie dimensioni.

Nel presentare le nuove soluzioni Hp ha prefigurato nuove evoluzioni di Insight Manager per “ creare una gestione della infrastruttura It unificata da processi di automazione sia a livello fisico che a livello virtuale”. In particolare nell’ambito dello storage midrange “ due sono i problemi che le aziende devono affrontare. Il primo è di non investire economicamente in troppe risorse di storage upfront. Il secondo è di eliminare il rischio rappresentato dall’adozione di soluzioni di storage che non sono in grado di ‘scalare’ in funzione delle nuove esigenze aziendali”.

Nella strategia di prodotto di Hp solo l’adozione di soluzioni di virtualizzazione e automazione dello storage permette di indirizzare questi problemi e nel contempo di ridurre il Tco di questo tipo di infrastruttura: “ uno storage virtualizzato complementare ai server virtualizzati con software di Vmware”. Ecco dunque che, dopo la recente presentazione dei virtual array Msa 2000 per Pmi adatta per un consolidamento low cost dello storage di meno di 36 Tb, arrivano per esigenze che non vanno oltre i 240 Tb i nuovi sistemi Storageworks Eva 4400. Di loro esistono già dei beta site nel mercato europeo. Uno dei clienti è il ramo IT della Borsa tedesca che gestisce in outsourcing anche gli Exchange austriaci e irlandesi.

Rivali di mercato dei nuovi sistemi Eva sono Emc/Dell con la serie Clariion CX3 e Netapp che vengono attaccati proprio sul tema della riduzione dei costi di gestione e del Tco. Per Hp, gli Eva 4000 sono lo storage San ideale da collegare con tutta la sua linea di server Proliant, fino ai Blade System e agli Integrity. A livello applicativo HP ha lavorato sulla possibilità di integrazione dei virtual array con ambienti Exchange, Sql, Oracle ( sia E-Business Suite che Jd Edwards) e Sap. La soluzione Simple San Connection 8 Gb integra poi i dischi con la tecnologia Fiber Channel permettendo di realizzare nuove soluzioni totalmente a 8 Gbps nelle San più grandi, sostituendo quelle precedenti a 4 Gbps.

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