Con il WiMax più banda larga per tutta Italia

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Il Digital divide italiano ha i giorni contati. Le buste, per l’asta WiMax, saranno aperte il 30 gennaio. Sono state selezionate 29 offerte per 35 licenze. Tra i nomi dei partecipanti alla gara spiccano i big delle Tlc come Telecom Italia, Fastweb e Wind, ma anche Elettronica Industriale (gruppo Mediaset) e Retelit. Grandi assenti sono invece Vodafone, H3G e BT Italia. In totale le frequenze WiMax porteranno allo Stato Italiano almeno 45 milioni di euro, che rappresenta la somma delle basi d’astaParte il Wimax: Nokia Siemens in prima filaDì la tua in Think Zone Blog: Wimax ovvero la corsa all’oroChi è in corsa per il WiMaxWiMax, il 30 gennaio si aprono le buste45 giorni per presentare le domande WiMaxNiente stop al WiMaxIl WiMax finisce in TribunaleWimax: è già battaglia sulle assegnazione delle frequenzeI limiti del bando WiMax secondo Anti Digital DivideA Roma va in scena il WiMaxIntel a Idf: il 2008 sarà l’anno del WiMaxL’AgCom delibera la gara WiMax

200 comuni italiani su 8100 non sono coperti da alcuna risorsa di connettività a banda larga e 7 milioni di cittadini – il 12% dell’intera popolazione – sono oggi “cittadini di serie B” per quanto riguarda la banda larga. Questi sono i dati più significativi che fotografano il Digital divide (divario digitale) italiano.
Il WiMax, e presto il BitStream, promettono di porvi fine e di aprire a tutti gli italiani l’accesso alla cultura digitale in banda larga.

A dicembre erano in 48 le aziende in corsa per il WiMax, all’apertura delle buste invece sono state selezionate in 29. Le buste, per l’asta WiMax, saranno aperte il 30 gennaio. Sono state selezionate 29 offerte per 35 licenze.
14 per le macro-aree in cui è stata suddivisa la Penisola, più 21 licenze su base regionale per i nuovi operatori.
Tra i nomi dei partecipanti alla gara ci sono i big delle Tlc come Telecom Italia, Fastweb e Wind, ma anche Elettronica Industriale (gruppo Mediaset) e Retelit. Grandi assenti sono invece Vodafone, H3G e BT Italia. In totale le frequenze Wi-Max porteranno allo Stato Italiano almeno 45 milioni di euro, che rappresenta la somma delle basi d’asta

Per arrivare all’asta WiMax, non è filato tutto liscio: la banda inizialmente era occupata dal Ministero della Difesa, e il percorso per liberarla è stato lungo e complesso; poi, una volta ottenuta la delibera, il Tar ha respinto lo stop alla gara WiMax da parte di un ricorso che aveva chiesto di sospendere la delibera dell’Authority; si sono verificati rinvii continui; ma il bando per l’assegnazione delle frequenze della banda larga senza fili è arrivato all’ultimo capitolo anche in Italia.
Il WiMax o banda larga senza fili dovrebbe mettere fine al digital divide italiano, portando il broad band ovunque o quasi. Tuttavia alcuni limiti restano: il fatto che l’asta sia aperta anche agli operatori che dispongono di licenze Umts,
fa temere il rischio della formazione di un “cartello” delle telecomunicazioni e un pericoloso conflitto di interessi, impedendo al WiMax di diffondersi veramente; inoltre da Altroconsumo ad Anti Digital Divide all’Anfov, si sollevano denunce contro il pericolo che il Wimax si riveli un’ulteriore occasione perduta per la “digitalizzazione” del Paese.
Con l’apertura delle buste il 30 gennaio, vedremo come andrà a finire. Resta il fatto che il 2008 sarà l’anno di svolta del WiMax.

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