INTERVISTE

Veeam Software: dopo Vmware anche Hyper-V per il backup
Timashev (Veeam): uno spazio virtuale ampio e complesso comporta anche problematiche a livello gestionale che non possono essere affrontate con strumenti tradizionali
“Il principale vantaggio della virtualizzazione è stato chiaro a tutti sin dal principio: la possibilità di implementare un ambiente IT di grandi dimensioni senza dover necessariamente possedere allo stesso tempo un’imponente infrastruttura tecnologica a livello fisico .Tuttavia, uno spazio virtuale sempre più ampio e complesso comporta anche delle problematiche a livello gestionale che non possono essere affrontate con gli strumenti tradizionali, insufficienti per monitorare ed amministrare l’infrastruttura IT nel suo complesso, il che limita fortemente il potenziale stesso della virtualizzazione”. Sta in questa dichiarazione di qualche giorno fa di Ratmir Timashev, Presidente e CEO di Veeam Software, il succo della sua vicenda imprenditoriale e le ragioni della seconda software house da lui fondata negli Sati Uniti dopo la decisione di lasciare la Russia alla fine del secolo scorso. E poi “ noi non facciamo virtualizzazione, ma la facciamo migliore”.Prima di Veeam (100 milioni di dollari di fatturato), nel 1997 Timashev aveva fondato Aelita Software, software house per la gestione dei sistemi Windows Server, successivamente rilevata da Quest Software nel 2004.
Eweekeurope.it ha incontrato Timashev che ha voluto annunciare in anteprima sul mercato italiano la sua ultima creatura software. “E’ un grande annuncio: il numero uno del backup in ambiente Vmware aggancia anche Microsoft Hyper-V”, per Veeam Software, che ha da poco annunciato che il suo prodotto di bandiera, Veeam Backup & Replication ha raggiunto il traguardo dei 20 mila clienti e sta proteggendo oltre 1,5 milioni di macchine virtuali a tre anni dal suo primo rilascio. E’ il segnale di una crescita che Gartner nel suo report Market Share Analysis: Storage Management Software, Worldwide, 2010 giudica del 200 per cento nel backup delle macchine virtuali.
Progettato specificamente per gli ambienti virtuali, Veeam Backup & Replication consente una protezione dei dati image based con l’utilizzo di una tecnologia chiamata VPower che esegue funzioni che “ non sono possibili con tool per il backup fisico o con altre soluzioni per il backup virtuale . E’ in grado di far girare direttamente una VM da un file di backup compresso e deduplicato”. La nuova versione 6 di Veeam Backup & Replication parte ora con il supporto di Hyper-V , mentre sono previste più in là nel tempo altre caratteristiche addizionali. Il software di Veeam approda dunque al supporto di ambienti multi-hypervisor (vSphere e Hyper-V) con un’unica console di gestione senza passare per Microsoft System Center Operations Manager che Veeam già supportava. Prima Vmware , che secondo Timashev dispone dell’80 per cento del mercato , poi Hyper-V che viaggia al 10 per cento.
Per mettere nel giusto contesto le forze che hanno animato il mercato e le prospettive di crescita della società Timashev cita un dato IDC secondo il quale nel 2009 il mondo ha verificato il sorpasso delle machine virtuali su quelle fisiche: “ Un punto di rottura per l’impiego dei server che indica che la virtualizzazione è il modello de facto per la prossima generazione dell’IT o se vogliamo del cloud computing”.
Veeam software si è poi spinta anche verso il capacity planning con l’annuncio di Veeam ONE, una soluzione per l’ottimizzazione delle prestazioni, della configurazione e dell’utilizzo delle infrastrutture virtuali. Il provisioning e la pianificazione sembrano essere le nuove frontiere per la gestione dei data center più evoluti.
La scelta nasce dall’ascolto puntuale delle esigenza e della clientela . In un ricerca commissionata da Veeam è emerso che il 49% degli intervistati ha individuato nell’insufficiente capacità di controllo e monitoraggio dell’infrastruttura virtuale una delle cause del ritardo nella risoluzione di eventuali problematiche. Il 48% delle aziende privilegia la facilità d’uso all’efficacia delle funzionalità come criterio guida nella scelta del proprio hypervisor. Inoltre, dalla ricerca emerge che il 71% delle aziende che utilizza vSphere e Hyper-V ha difficoltà nella gestione di entrambi gli hypervisor da un’unica console, funzionalità ritenuta fondamentale dal 68% del campione. “Il futuro della virtualizzazione è nella convivenza” conclude Timashev. “A fronte della sempre maggiore importanza degli ambienti virtuali nelle strategie IT aziendali diventa indispensabile essere in grado di gestire tutte le soluzioni in dotazione e di ottimizzarne le prestazioni: non ha senso utilizzare una tecnologia che permette di risparmiare preziose risorse se poi si è costretti a sostenere costi aggiuntivi per la sua manutenzione”.



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