INTERVISTE

Symantec: Bisogna ragionare sulla cultura del dato
Videointervista – Gli attacchi stanno aumentando: non c’è più esigenza di fare clamore ma di fare business. Ne parliamo con Lina Novetti, head of security sales Mediterranean Region di Symantec, incontrata in occasione del Technology Day 2011 a Milano
Si è appena concluso il Technology Day 2011, l’evento italiano che Symantec ha organizzato a Milano per raccontare a partner e clienti la sua nuova visione sul mercato della sicurezza, dalla virtualizzazione al cloud, fino ad arrivare alla mobility. Un concetto di sicurezza non più semplicemente declinabile con rilasci di nuovi prodotti, ma che richiede una visione più globale da parte degli utenti e delle azienda.
I temi ricorrenti nel dibattito cambiano: il mondo è in continuo divenire, c’è la necessità di fare ragionare le aziende sulla cultura del dato (da gestire, da conservare, da mettere in sicurezza), servono non tanto bravi disegnatori di architetture ma intelligenti gestori di sistemi. “E’ il momento di riflettere sui cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi venti anni – esordisce Marco Riboli, vice president & general manager di Symantec Emea - sia per quanto riguarda le minacce, sia per i modelli organizzativi. Oggi noi rilasciamo più di 28.000 signature al giorno, i dati crescono del 62% anno su anno e le minacce sono oramai mirate”.
E aggiunge Lina Novetti, head of security sales Mediterranean Region, per delineare meglio gli scenari in cui le aziende si trovano: “C’è una crescita esponenziale di questi attacchi sempre più sofisticati, come WikiLeaks o Stuxnet, con la necessità di gestire ambienti eterogenei complessi, fisici, virtuali e cloud, che contengono un ammontare di informazioni che sta esplodendo. E’ importante capire come un’azienda deve preservare la propria immagine e il proprio core business”. Nella videointervista a Novetti un’analisi degli scenari attuali, da affrontare con consapevolezza.



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