INTERVISTE

Marco Riboli, VP Southern Region, Symantec Corporation

Riboli: “Symantec guarda ai governi”

A colloquio con Marco Riboli, vice president Southern Region Symantec Corporation, che fotografa il mercato europeo di cui si occupa. Obiettivo futuro: diventare partner dei governi per la cyber security

All’interno della regione mediterranea, la vecchia Europa continua a viaggiare a più velocità. Per  Marco Riboli – vice president Southern Region Symantec Corporation – l’Italia si mantiene stabile nel tempo nonostante la crisi, la Spagna cresce dell’11% (nonostante la disoccupazione al 24%), la Francia registra progetti significativi con realtà internazionali  e Israele “dà nuove soddisfazione, grazie alle forte competizione interna per l’esplosione di star up e per l’esigenza di essere sicuri”. Mercati che viaggiano a ritmi diversi quindi, ma che vanno affrontati con un unico approccio, “perché ormai  Symantec ha ben presente che è necessario lavorare ovunque in modo più capillare, per esser più visibili ai clienti”.

Marco Riboli, VP Southern Region, Symantec Corporation

Marco Riboli, VP Southern Region, Symantec Corporation

Ormai da un paio d’anni la virata di Symantec verso il mid market si è completata in tutti i principali paesi e anche le organizzazioni delle diverse filiale si sono strutturate per seguire al loro interno più che grandi realtà (“la fusione di banche seguite da nostri top account ha liberato risorse”) le aziende di medie dimensione. “Oggi il 35% del nostro fatturato arriva dal mid market – precisa Riboli – dove stiamo continuando a crescere. Il nostro business  viaggia al 100% attraverso il canale dei partner,  con system integrator e  alleanze strategiche. Abbiamo al nostro interno delle figure di vendita preposte ad aiutare  i partner e un team che sviluppa la lead generation con nominativi da girare al canale”.
Ad oggi la parte di security e la parte di data center sono bilanciate nel giro d’affari di Symantec,
sono entrambe responsabili del 50% del fatturato, perché protezione e affidabilità ormai sono un concetto unico” precisa Riboli.

Guardando al nostro Paese, Riboli non nasconde preoccupazioni: “In Italia dobbiamo andare a cercare le opportunità e devo dire che la situazione è critica: non vedo ancora  la volontà da parte delle aziende di fare investimenti significativi. Le aziende fanno il minimo indispensabile, sono più spinte verso il consolidamento e non verso l’innovazione. Vedo che da parte delle aziende c’è una attenzione più spiccata verso i player che possono offrire un’offerta completa, perché reputano meno interessanti i player di nicchia. E questo gioca a nostro favore. E’ importante per le aziende avere un’unica offerta integrata”.

Delle 600 persone che il manager gestisce in Europa, 130 sono in Italia, con focus principalmente sui trend futuri, cloud e mobility management in prima linea. “Credo che sul cloud siamo solo agli inizi in Europa e in particolar modo in Italia – precisa Riboli – sia guardando le aziende grandi sia le piccole realtà che vedono nel cloud una modalità per fare economia di scala. C’è ancora molta diffidenza, ma le opportunità sono alle porte. Al momento si sta assistendo al consolidamento dei data center di grosse banche  ma il processo è appena iniziato”.

La sfida per il futuro va oltre le aziende, SMB o grandi che siano. “L’obiettivo è diventare il partner di riferimento per i governi nell’ambito della cyber security governativa. Partiamo da Israele per allargarci agli altri paesi del bacino mediterraneo. In Italia abbiamo un forte legame con la Polizia Postale, mentre in Francia ottime relazioni con il Ministero della Difesa. Ma siamo solo agli inizi,  la sfida per la sicurezza in ambito governativo è reale. Ovviamente non cala l’attenzione verso potenziali acquisizioni”. L’interesse è verso star up tecnologiche che possano completare l’offerta.

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