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Per Microsoft Business Intelligence significa strumenti di capacità decisionale

Fregi (Microsoft): Per le aziende che vogliono governare i processi di BI serve analizzare più la capacità decisionale che la disponibilità dei dati

Lo scorso aprile Microsoft ha dato il via a un portale dedicato al mondo delle imprese con l’ambizione di farlo crescere fino a costituire una comunità in rete per addetti ai lavori del mondo delle imprese italiane. In analogia va segnalato anche quello dedicato alla Pubblica amministrazione . Dopo un’esperienza nell’offerta verso la PA , da febbraio 2011 Fabio Fregi è direttore della Divisione EPG (Enterprise & Partner Group) e gestisce circa 150 grandi clienti che generano un’importante quota del fatturato di Microsoft in Italia. Si tratta di un mercato consolidato con installazioni altrettanto consolidate e complesse che a quanto sembra di capire è entrato in una fase di scarsità di investimenti, nonostante Fregi sia abituato ai tempi ancora più lunghi ( “ per problemi regolatori”) della PA.

In un incontro con Eweekeurope.it ristretto ai temi della Business Intelligence e in generale degli strumenti abilitatori della capacità decisionale di un’azienda , Fregi sceglie di indicare che l’interesse di Microsoft in questo settore dove si muovono i colossi della Business Analytics e dell’ERP è di puntare sul fatto che l’aggregazione, l’omogeneizzazione e l’analisi delle fonti di informazioni è fondamentale per il business e per abilitare la capacità decisionale a qualsiasi dipartimento e livello aziendale.

Microsoft intravvede tre livelli di aggregazione dei dati sui quali attivare le attività di analisi. Il Corporate Performance Management risponde a tutte le esigenze di generazione di scorecard, analisi, reportistica pianificazione, consolidamento, budgeting, e forecasting a supporto delle strutture direttive dell’azienda e che opera come sistema di supporto alle decisioni strategiche. Quando si scende di livello nel ruolo aziendale le esigenze diventano quelle di una “Business Intelligence contestuale” che presenti un set di informazioni, report, viste e analisi preconfezionate. Ma esiste anche una “ Business Intelligence pronta a scaffale” con la possibilità, con il minimo sforzo, di potersi generare delle viste personalizzate delle informazioni. A livello di information worker aziendale Microsoft ripropone le funzionalità della soluzione Office 2010, con Excel Services e PowerPivot che offre immediati benefici all’utente, che si trova a lavorare con strumenti conosciuti.

Secondo la tradizionale prospettiva di Microsoft per il reparto IT si ha la disponibilità immediata di uno strumento sofisticato di Business Intelligence, grazie a una visualizzazione dei dati personalizzata e alla possibilità di definire informazioni, report, viste e analisi preconfezionate a seconda del ruolo di chi le consulta. Fregi fa più volte riferimento a Excel come interfaccia conosciuta che abbassa le barriere degli skill richiesti per eseguire query , ma conferma di puntare anche su una capacità di rappresentazione di dati complessi e di interagire , attraverso connettori software, con basi dati complesse come quelle sottostanti all’ERP di SAP o a Oracle . Questa visione si estende anche al lavoratore in mobilità attraverso l’Office presente all’interno degli smartphone Windows Phone 7 per un consumo immediato dei dati anche fuori dell’ufficio. Al centro della proposta BI di Microsoft sta da sempre SharePoint che consente il rendering dei dati a partire da un portale aziendale

Fregi ammette che Microsoft ha un problema di “percezione “ molto forte come player del settore BI, ma confida che da sempre Microsoft, dopo valutazione, ha deciso di non fare acquisizioni in campo BI e conclude: “ Possiamo analizzare i dati con qualità analoga a quella dei nostri concorrenti. Per le aziende che vogliono governare i processi di BI è più un tema di capacità decisionale che di disponibilità dei dati “.

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