INTERVISTE

Libraro (Juniper): Bisogna guardare ai nuovi business
Uno studio di Juniper Networks evidenzia la necessità di proteggere da attacchi i device mobile. Perché sulla mobility Juniper sta puntando, oltre che su data center e networking. Ne parliamo con Eugenio Librario, che guida la filiale italiana dal 2000, anticipando i trend di mercato
Se da una parte l’attenzione al mercato degli Internet service provider è una costante nelle strategia di Juniper, dall’altra il focus sulle aziende enterprise è decisamente aumentato da alcuni anni a questa parte, sotto la supervisione di Eugenio Libraro, Enterprise Sales Director South Europe di Juniper Networks. Un business che è stato messo a fuoco mano mano che Juniper ha ampliato il proprio raggio d’azione, dalla rete agli utenti finali.
“Da quando ho aperto la filiale di Juniper in Italia nel 2000 – racconta Libraro – l’azienda ha avuto una connotazione innovativa e ha cercato di anticipare eventi di mercato e andare oltre. Già dal 1996 Pradeep Sindhu, fondatore, vice presidente e CTO di Juniper parlava di ip e di Internet e diceva che la rete sarebbe stata travolta da una enorme quantità di dati, ma ai tempi nessuno gli credeva. Oggi questo dato è realtà: la mole di informazioni sul web è gigantesca. Con questo spirito guardiamo ai nuovi business. Siamo un’azienda che non si è mai fermata, anche dal punto di vista delle acquisizioni, per potenziare la nostra offerta tecnologica alla ricerca di un market share significativo. Oggi guardiamo con molta attenzione alle dinamiche del mondo mobile, legate anche alla sicurezza e ai comportamenti dei singoli utenti”. L’acquisizione di SMobile Systems, di un anno fa, ha contribuito pesantemente ad aumentare il focus sulla sicurezza nei prodotti Juniper, anche se già dal 2004 l’acquisizione dell’azienda NetScreen aveva dato il la.
Numeri italiani il manager non ne rilascia (né quote di mercato né fatturato), ma conferma che il giro d’affari arriva per la maggior parte dall’offerta storica di soluzione di networking (“guardiamo all’infrastruttura della rete da sempre offrendo soluzioni a costi interessanti”) pur crescendo le due componenti legate a Data Center e Mobility, sulle quali Juniper sta lavorando con slancio da un paio di anni, dopo la quotazione avvenuta alla borsa di New York . “Sul data center stiamo cercando di potenziare le proposte legate alla scalabilità della nostra offerta e alla sicurezza, in ottica cloud, permettendo alle aziende enterprise di gestire le applicazioni con un numero minori di layer e lavorare da qualsiasi posto. Per quanto riguarda la mobility, è un tema molto sentito dai nostri clienti oltre ad essere una necessità impellente per tutte le aziende. Il business si sta sempre più spostando su device mobili, non solo per le aziende ma anche per i singoli consumatori”.
Uno studio condotto da Juniper, tra il 2009 e il 2010, evidenzia quanto gli attacchi su dispositivi mobili abbiano subìto una crescita notevole, anche via wifi e soprattutto in ambito Android. “Questo trend – sottolinea Giulio Barki, corporate & Government Division – evidenzia il bisogno di una maggiore conoscenza in materia di sicurezza mobile e l’adozione di policy aziendali più specifiche. Negli ultimi 18 mesi il consolidamento dei nuovi sistemi operativi ha attratto attacchi sempre più mirati”. Alla fonte dello studio (dal nome “Maliciuos Mobile Threats Report 2010/2011”) il lavoro del centro di ricerca Juniper dedicato all’identificazione, 24 ore su 24, di vulnerabilità della rete, in Ohio (Global Threat Center). Il dato più allarmante emerso è che l’85% degli utenti non protegge il proprio device mobile.
Per Barki la sicurezza riguarda tutti gli aspetti di una rete: dal core della rete stessa, fino all’ultimo end point che spesso è lo smartphone di ultima generazione. La preoccupazione riguarda gli App Store (“il download di applicazioni – precisa – è il punto di distribuzione più importante per la diffusione dei malware”), gli attacchi WiFi, via sms, la perdita e il furto dei disposizioni, oltre ai comportamenti rischiosi degli utenti. Ma i passaggi chiave per attenuare gli attacchi vanno dal buon senso, all’installazione di client SSL VPN per accedere in modo sicuro alla rete con gli accessi protetti, fino alla gestione centralizzata dei dispositivi mobili. “L’integrazione fra accesso e sicurezza gestita è il valore aggiunto più elevato che oggi Juniper può offrire” sottolinea Barki, attraverso Junos Pulse Mobile Security Suite, una soluzione trasversale a tutti i sistemi operativi (“Al momento non per Windows Mobile anche se è in roadmap”) pensata per le aziende enterprise che vivono anche il fenomeno della consumerizzazione dell’IT, cioè degli utenti che utilizzato propri device mobile su dati sensibili aziendali. “La nostra soluzione si diversifica da quella dei competitor principalmente per due aspetti: la connettività e la vastità degli ambienti operativi coperti” precisa il manager.
“Ma i partner rimangono fondamentali perché questo messaggio venga divulgato – precisa Libraro- soprattutto perché il partner è in grado di gestire la piattaforma in modo completo e offrire ai clienti una piattaforma gestita, pagata a consumo“. Partner che sono per lo più integratori in ambito enterprise e service provider, in grado di formalizzare la trattativa, anche se Juniper ha contatti diretti con le grandi aziende clienti e con gli operatori. “Se nel 1996 il core della nostra azienda era la rete per gli operatori, ora il nostro business si sta spostando verso l’utente finale” precisa Libraro.
Sul piano data center, crescono in maniera forte le partnership con IBM e con Dell, “che è stata una piacevole sorpresa perché sta lavorando molto bene con gli Oem – continua Libraro - mentre con HP ci stiamo lasciando piano piano nonostante continuiamo ad avere ottimi rapporti, dal momento che si stanno organizzando dopo la rottura dell’alleanza con Cisco per entrare nel nostro mercato come concorrente”.
Una competizione che si fa più agguerrita ma che necessita anche di un mercato maggiormente disposto ad investire. “Gli investimenti a banda larga in Italia sono orami quasi una favola, li stiamo aspettando da troppo tempo. E se vogliamo dare una scossone al paese sono necessari, sia per i consumatori sia per le aziende che possono cominciare ad investire portando un significativo miglioramento anche all’economia. Il mercato va più veloce del sistema paese, e questo è un guaio”. Non è l’unico che opera nel settore a pensarlo…




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