INTERVISTE

Alberto Bullani - Regional Manager VMware Italia 3

La virtualizzazione del desktop in Italia salta un turno

Bullani (Vmware): la gestione virtualizzata del desktop piace ed è matura. Ma c’è un problema economico e di investimenti

La virtualizzazione del desktop e dei device mobili ha tenuto banco nella seconda giornata di Vmworld 2012 in corso a Barcellona. Con un aspetto particolare: il fenomeno BYOD e la consumerizzazione dell’IT significa aver sempre più la necessità di  disporre di due personalità , una privata e una pubblica , nel medesimo dispositivo. Questo comporta problemi di gestione per l’IT che deve essere nello stesso tempo flessibile nei servizi ai suoi utenti ed estremamente controllato nell’erogazione delle applicazioni e nel controllo degli accessi e dell’integrità di dati e applicazioni. Il nuovo View combinato con la tecnologia Mirage ha attirato l’attenzione degli IT manager presenti per la possibilità di riportare il controllo delle applicazioni all’interno dei data center. Senza  rinunciare alla cosiddetta agilità  nel servire l’utente.

E’ spettato a Brian Gammage spiegare a Techweekeurope.it il senso  del nuovo scenario della virtualizzazione del desktop all’interno delle aziende: “ Siamo alla fine del mondo solo desktop in versione PC. Siamo all’inizio dell’era post PC. Non vuole dire che il desktop non c’è , ma cambia. Quello che importa ora è l’aiuto che il desktop può portare agli utenti per fare meglio. D’altra parte  certe soluzioni VDI vanno bene solo con soluzioni applicative centralizzate. L’utilizzo che fa Mirage dell’immagine software del desktop è una strada aperta soprattutto ora che ancora molte aziende sono alle prese con la migrazione da Windows XP a Windows 7”. E le aziende lo possono fare attraverso la combinazione di View 5.1 con Mirage. Ma non esiste una soluzione che risolve da sola ogni problema. Il mondo dell’end user che ha fatto il suo ingresso in azienda secondo il modello della consumerizzazione dell’IT richiede una soluzione “ doppia” che tenga conto delle attività lavorative e di quelle private.  Come ci ricorda Gammage un simile ambiente software necessita di confini sicuri tra dati e applicazioni e la possibilità di fare auditing di tutte le attività: ”Servono  diverse cose: SSO, un catalogo e un policy engine per la gestione della sicurezza. Ogni servizio è esposto a catalogo e acquisito in maniera sicura da un utente certo”.

Nasce da qui il progetto Horizon che si è concretizzato in questi giorni in una beta della nuova Horizon Suite in cui  la tecnologia Octopus è diventata il modulo Horizon Data.

Vmware è partita da una situazione di “confusione” che si esprimeva in soluzioni puntuali per risolvere i problemi dei vari device per muoversi con tre obiettivi: trasformazione del desktop in servizio , inserire nel mezzo tra data center e client un servizio di brokeraggio, erogare le applicazioni in un ambiente di lavoro multidevice.

In ambito strettamente VDI poi viene annunciata la nascita di un’iniziativa di partnership con fornitori come Dell, HP, Cisco, IBM e Nexenta per la  realizzazione di appliance vere e proprie. Ma se i problemi del VDI si chiamano rete, connessione e sicurezza, l’acquisizione di Wanova e della sua tecnologia Mirage che permette la sincronizzazione del desktop con un’immagine master conservata nel data center a gestione centralizzata ed esecuzione locale sembra essere la soluzione giusta per ogni problema di migrazione del desktop.

A livello tecnologico tutto bene, ma quando Vmware va a proporre  la sua soluzione VDI sul mercato quali problemi incontra? La risposta  è affidata ad Alberto Bullani, country manager di Vmware in Italia: “In Italia il livello di adozione della virtualizzazione del desktop è più bassa  di quanto ci si possa attendere” - ammette Bullani.

I problemi specifici sono due. Il primo sta nella difficoltà da parte delle organizzazioni di misurare il Roi di questo investimento. La ragione sta nell’obbligo di comprare due volte la licenza Microsoft per il desktop. “La tecnologia va bene , ma il conto economico non torna”. La seconda ragione sta nell’emergere prepotente dei tablet in azienda. “Si tende a saltare del tutto lo step desktop per passare direttamente ai nuovi dispositivi sviluppando e riscrivendo ad hoc le applicazioni”. Si lasciano le applicazioni legacy che girano su Windows e le aziende provvedono a scriverne di nuove . “Chi sta  facendo investimenti poi li sta  facendo direttamente in Windows 8”. E questo vale non solo per Vmware, ma anche per tutti i suoi concorrenti  nella virtualizzazione del desktop.

 

Giulio Ferrari
Autore: Giulio Ferrari
Giulio Ferrari

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