INTERVISTE

Comastri (Ca Technologies Emea): Al centro della strategia ci sono i paesi emergenti
Ca World 2011 – Marco Comastri, general manager di Ca Technologies Emea, spiega gli obiettivi di investimento: aumento del marketshare in alcuni paesi europei e focus sui paesi emergenti
In Europa ‘si puo’ dare di piu’’. Marco Comastri, general manager di Ca Emea, da sette settimane circa in Ca Technologies, ha tirato le somme e dato qualche indicazione strategica sul futuro, durante Ca World 2011. “Sono entrato in Ca Technologies perche’ mi si prospettava una sfida importante: i risultati che l’area Emea portera’ potranno portare beneficio all’intera Ca Technologies. In Europa – continua – Ca fa cose importanti tanto da essersi ritagliata il ruolo di software player di riferimento, ma detto questo ci sono aree che ancora ci lasciano critici. In alcuni paesi europei Ca ha marketshare che puo’ essere migliorato e questo e’ il mio primo obiettivo. In secondo luogo, Ca puo’ fare piu’ inverstimenti in paesi che non sono particolarmente toccati dalla crisi e, ancora oggi, registrano risultati di crescita, cito la Turchia, il Sudafrica, la Russia, per esempio, sui quali, fino a ora Ca ha investito poco. In terzo luogo, se ripenso al mio passato lavorativo, con i team di persone giuste abbiamo sempre realizzato dei progetti interessanti”.
Comastri poi si è soffermato su alcuni esempi di positività italiane come per esempio il settore della sicurezza oppure in realtà come banche e Pubblica amministrazione centrale, dove Ca Technologies in Italia ha investito molto, mentre la Pa locale, osserva Comastri, potrebbe essere un ulteriore area di sviluppo e investimento per le aziende It dato che sta prendendo piede nell’ambito dell’organizzazione politica italiana con budget significativi.
Un punto fermo, frutto anche degli annunci di questi giorni a Ca World 2011, e’ il cloud computing, sul quale, Comastri ha un’idea positiva anche se accompagnata da qualche difficolta’. “La tecnologia cloud aiuta a creare applicazioni flessibili, efficienti e sviluppa una piattaforma che permette di erogare servizi It a costi piu’ bassi ma ci sono problemi di policy, piu’ che tecnologici – afferma –. Si pensi alla privacy e alle problematiche che deve affrontare il nostro legislatore per trovare una regolamentazione normativa”.
Comastri, dunque, e’ convinto che le difficolta’ in cui versa l’Italia in fatto di cloud (normativa e comprensione della tecnologia da parte del canale, per esempio) non sia un ostacolo all’esplosione europea di questa nuova forma di tecnologia.
Piu’ spazio ai partner e alle Telco per il futuro. “Vorremmo replicare un modello di partnership che in Medioriente e in Africa sta dando ottimi risultati. Abbiamo partnership molto strette con aziende locali che ci rappresentano sui singoli mercati e che hanno la possibilita’ di lavorare localmente perche’ conoscono il teritorio. Vorremmo estendere questo tipo di partnership e gia’ sono stati individuati un paio di partner che fanno investimenti importanti, cosi’ come punteremo sul mondo dei managed service provider (Msp) senza fare concorrenza alle Telco, come il caso dell’accordo con Telecom Italia e altri operatori europei di cui ancora non si possono svelare i nomi”, spiega Comastri.



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