Web ad alta integrazione

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Un gruppo di top vendor dell’Ict sta per sottoporre al W3C un nuovo standard
che farà parlare fra loro servizi Web prima incompatibili

Ibm, Microsoft, Hp, Sun Microsystems, Dell, Intel, Cisco, Ca, Emc, Bea Systems e Bmc unite per una standardizzazione atta a potenziare le logiche legate a un Web multiservizio. Il protocollo, denominato Service Modeling Language (Sml), farà parlare tra loro servizi Web prima incompatibili e, più in generale, contribuirà a semplificare il loro sviluppo e la loro gestione. Sml sarà proposto mercoledì al World Wide Web Consortium, meglio noto come W3C. È la prima volta che una tale rosa di top vendor si accorda perseguendo l’obiettivo comune di definire un unico protocollo tecnologico integrato che, traducendo in Xml le risorse di sistema, consentirà di sviluppare servizi che potranno lavorare con tutti gli altri servizi che implementano questo tipo di standard. Il valore aggiunto non è soltanto nella capacità di integrazione: Sml consente infatti di generare una gerarchia di risorse It che possono essere riutilizzate, in modo da evitare la descrizione degli utenti ogni volta che è necessario sviluppare un nuovo servizio, ottimizzando le operation. I membri del consorzio, nato nel luglio scorso, non hanno perso tempo: tutti, infatti, hanno già implementato Sml su tutti i loro sistemi e prodotti di network management. Non stupisce, dunque, la seconda proposta che sarà presentata al W3C, denominata SML Interchange Format, che definisce le modalità secondo cui le applicazioni potranno interfacciarsi con i protocolli Sml. È inutile ricordare che tra i vendor promotori figurano i rappresentanti delle più diffuse piattaforme di system management, da Ibm Tivoli a Hp OpenView, da Ca-Unicenter a BMc Patron, seguite dal System Center Configuration Manager di Windows.

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