Verso un mercato unico dei contenuti online

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La Commissione Europea vuole creare una “piazza” unificata per la vendita di musica, film a affini, utilizzando la Rete

I 27 paesi dell’Unione Europea potrebbero avere una politica comune per la commercializzazione di contenuti online. Questo è il primo grande cantiere aperto nel 2008 dalla Ue e, in particolare, da Viviane Reding, commissario responsabile della Società dell’ìinformazione e dei media.

Il settore dei contenuti europei soffre di una regolamentazione frammentata e poco chiara, accesso ai contenuti protetti da diritto d’autore poco rispettoso dei consumatori e la presenza di seri disaccordi fra le parti interessate su questioni fondamentali come le tasse e la copia privata. Prendendo atto di una consultazione effettuata nel 2006, la Commissione Europea ha identificato quattro grandi assi di sviluppo: rendere più facilmente disponibile il contenuto creativo online, creare licenze multiterritoriali per sviluppare uno stesso contenuto in ogni paese della Ue, rendere i differenti sistemi di gestione dei diritti digitali trasparenti e interoperabili, lottare contro la pirateria e la condivisione illecita dei file.

In un primo tempo, questa evoluzione verso un mercato unico dovrebbe prendere la forma di una raccomandazione verso la metà di quest’anno. Se però la situazione lo esige, la Reding non esclude la definizione di una normativa più stringente. Tutte le parti interessate (produttori, operatori o associazioni di consumatori) hanno tempo fino al 29 febbraio per offrire il loro parere sulla questione, prima dell’elaborazione della raccomandazione.

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