Un triennio in crescita per le Pmi

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Negli ultimi tre anni, i due terzi delle piccole e medie aziende italiane ha
chiuso il bilancio in attivo. Ad affermarlo è uno studio congiunto Aip-Censis

Negli anni 2004, 2005 e 2006, il 66% delle piccole e medie imprese italiane ha registrato un bilancio in attivo. Questo è quanto emerge dalla ricerca ?Modelli di crescita delle PMI. Ritorno alla competitività tra questione dimensionale, innovazione e internazionalizzazione” condotta dall’Associazione Italiana della Produzione (Aip) in collaborazione con il Censis. Tale ricerca ha cercato di individuare gli attuali modelli di crescita delle imprese italiane. A tal fine è stato analizzato un campione di 530 aziende, prevalentemente manifatturiere, caratterizzate da due elementi essenziali: almeno 20 addetti e un fatturato superiore ai 3 milioni di euro.

Tra le aziende che hanno registrato bilanci in nero, il 58% ha visto crescere il fatturato e il 37% ha investito nell’incremento del numero di occupati. Non stupisce quindi che il 41% degli intervistati veda la propria azienda attraversare una fase di crescita; a questa percentuale può aggiungersi un ulteriore 24% che rappresenta quanti si dichiarano impegnati in un processo intensivo di consolidamento dell’attività aziendale. Lo spaccato del sistema imprenditoriale italiano rispecchiato dal campione mostra quindi caratteri di forte dinamicità: chi ha potuto contare su incrementi di fatturato, tenuta dell’occupazione e bilanci in attivo, si mostra oggi determinato a procedere nel proprio percorso di crescita.

Le imprese osservate rivolgono una particolare attenzione al mercato e ai clienti. Sono loro a imprimere la forza per il posizionamento competitivo ed è a loro che le aziende cercano di proporre una gamma sempre più ampia e completa di prodotti e servizi, un’offerta garantita da un marchio e realizzata grazie a tecnologie e know-how in grado di differenziarla. Gli imprenditori attualmente più dinamici sono infatti quelli che hanno saputo fare della fidelizzazione dei clienti un elemento determinante del proprio vantaggio competitivo.

Nel 95% dei casi, le aziende analizzate hanno svolto in tempi recenti azioni indirizzate verso l’innovazione, ma in circa il 50% delle situazioni si è trattato di adeguamenti agli standard di settore. Tuttavia, si è assistito anche all’implementazione di attività rivolte ai mercati esteri.

Le imprese hanno poi preferito modificare gli aspetti inerenti i prodotti e l’organizzazione piuttosto di quelli legati alla distribuzione. Prova ne è che il 46,4% ha affermato di non aver modificato nulla nei processi distributivi, mentre il 23,2% non ha rinnovato la catena produttiva.

Sul fronte della dotazione dei supporti ICT da parte delle imprese esaminate, è emerso che viene fatto un uso regolare di Internet e dei servizi di posta elettronica. In più, il 96% gestisce le informazioni interne all’azienda tramite reti intranet e l’87% promuove attraverso il proprio sito web l’attività aziendale.

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