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Il controverso portale del turismo italiano va in pre-pensionamento, senza mai essere decollato

Italia.it ha chiuso i battenti. Si è spento in sordina, sparito dal Web in silenzio e quasi di nascosto, una dipartita in punta di piedi al contrario del clamore di quando aveva visto la luce, tra accese contestazioni.
Italia.it è semplicemte sparito. A staccare la spina è stato il Dipartimento dell’innovazione tecnologica del ministro Luigi Nicolais.
Avrebbe dovuto rappresentare il Portale del turismo italiano, la principale porta d’ingresso per chi organizza online i viaggi e per i turisti in cerca di informazioni.
Costato una spesa colossale, anche per i portali istituzionali, con uno stanziamento tra i 45 milioni e i presunti 58 milioni di euro (ma il top secret domina sulle cifre e sulla querelle): secondo una nota pubblicata da La Stampa, solo l’atteso rilancio avrebbe comportato un investimento di 5 milioni e 800 mila euro, dopo che l’Enit aveva promosso il sito Internet perBit 2008. Ma il rilancio non è avvenuto, anzi il governo ha detto stop. Solo negli ultimi tempi il portale con il logo che tanta ilarità aveva suscitato fra i blogger, era stato oggetto di un duello verbale fra Francesco Rutelli e Lucio Stanca.
Anche il ministro Rutelli aveva però ammesso che il portale italiano, che aveva virtualmente cancellato all’Abruzzo perfino spiagge e mare, (gli errori clamorosi erano stati corretti solo dopo il debutto), o cambiava o sarebbe stato chiuso.
Ciò che dispiace, oltre ai cospicui finanziamenti finiti nel nulla, è sapere che negli ultimi tempi la redazione di Italia.it lavorava alacremente e gratuitamente e si è ritrovata “a spasso senza nemmeno una comunicazione ufficiale“. Ecco, un ennesimo scandalo italiano a 360 gradi.

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