Sulla capitalizzazioni, le Pmi hanno la febbre a 40

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Un’indagine di Iperion Corporate Finance indica che, a dispetto della notevole competitività produttiva, le piccole e medie imprese italiane hanno un patrimonio netto inferiore a 2 milioni di euro

La capacità di capitalizzare delle Pmi italiane è mediamente bassa e un ruolo sempre più importante è giocato dalle banche. Questo è quanto emerge da un’indagine realizzata da Iperion Corporate Finance, società specializzata nell’ideazione, definizione e implementazione di operazioni di finanza aziendale, che ha scattato una fotografia della situazione economica e patrimoniale delle Pmi italiane, con una analisi di aggregazione geografica (su base regionale) e settoriale (in base alle attività svolte). Il campione di riferimento è costituito da aziende con un fatturato compreso tra i 500mila euro e 50 milioni di euro (si fa riferimento ai bilanci 2006).

La culla delle piccole e medie imprese del nostro paese resta il Nord: dalla ricerca emerge infatti che il maggior numero di Pmi si concentra in Lombardia, dove risulta avere sede oltre il 25% delle aziende, mentre circa un altro 30% risiede in Veneto, Lazio ed Emilia Romagna.
Riguardo il settore di competenza, oltre 25% delle Pmi svolge attività commerciali all’ingrosso e/o al dettaglio, seguono i servizi immobiliari, informatici e professionali (circa il 15%) e le costruzioni (circa il 13%).

Il fatturato medio delle Pmi è risultato inferiore ai 5 milioni di euro, con un numero medio di dipendenti pari a 30 unità e un patrimonio netto inferiore ai 2 milioni di euro.
Nonostante l’elevata capacità produttiva (ciascun dipendente, genera mediamente circa 150.000 euro di ricavi) e la redditività media (oltre il 70% delle società ha chiuso il bilancio di esercizio 2006 in attivo), la capacità di capitalizzare delle piccole e medie aziende del nostro paese è mediamente bassa.

Il ricorso all’indebitamento bancario risulta significativo; l’esposizione di breve periodo è prevalente (mediamente quasi 2 milioni di euro), mentre sono meno utilizzate le forme di finanziamento di lungo periodo (meno di 1,5 milioni di euro).

La regione nella quale hanno sede le imprese che ricorrono maggiormente al debito bancario risulta essere il Lazio (4 milioni di euro tra breve e lungo periodo). Il Piemonte è la regione dove risiedono le aziende maggiormente capitalizzate (circa 3 milioni di euro di patrimonio netto medio).

Con riferimento ai settori di attività, le società finanziarie e di intermediazione raggiungono i ricavi medi più elevati (6 milioni di euro) e risultano anche le aziende più capitalizzate (9 milioni di euro di patrimonio netto medio); diverso scenario per le società di costruzioni, le quali raggiungono ricavi medi inferiori a 3,5 milioni di euro e sono dotate di una patrimonializzazione inferiore a 1 milione di euro.

“Siamo certi che questi dati aprono a diverse riflessioni, prima fra tutte che la finanza, anche in una Pmi, deve essere gestita come un fattore strategico di successo, al pari di una politica commerciale o produttiva, tendendo sempre più a esplorare gli ambiti e le opportunità più evolute offerte dal sistema finanziario” dichiara Ludovico Mantovani Partner di Iperion.

“Esistono livelli di conoscenza ancora troppo limitati, – afferma Alberto Salsi, Managing Director di Iperion Finance – si apre quindi, anche per il sistema associativo e di rappresentanza, una grande lavoro di formazione e guida alla finanza ordinaria, ma soprattutto straordinaria “

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