Nella stampa, le Pmi trascurano costi e ambiente

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Attraverso un’indagine, Lexmark ha evidenziato che gran parte delle piccole e
medie imprese europee e statunitensi non presta l’adeguata attenzione alle
tecnologie e ai sistemi di stampa. L’Italia è tra le più attente a questi
aspetti.

Molte delle Pmi europee e statunitensi ignorano completamente anche i più semplici metodi per razionalizzare l’utilizzo dei sistemi di stampa. Questo è quanto emerge da uno studio commissionato da Lexmark e indirizzato all’analisi delle comuni prassi in materia di stampa nelle Piccole e Medie Imprese. Condotta da Ipsos Global, l’indagine ha tracciato un panorama sulle procedure e sulle tecnologie che le aziende di piccole e medie dimensioni mettono in atto per gestire correttamente i flussi documentali.

L’analisi, che ha interessato 1.400 aziende con un massimo di 250 dipendenti in sette paesi (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Italia, Olanda e Stati Uniti), ha evidenziato che, sebbene la riduzione dei costi, la gestione della complessità dei sistemi e il loro impatto ambientale siano elementi chiave, un’impresa su tre non prevede piani operativi volti a ridurre il costo di gestione e a migliorare le attività di controllo del parco stampanti.

Inoltre, un dipendente su tre non ha mai fatto nulla per contribuire al contenimento dei costi di stampa nonostante il 61% degli impiegati del campione confermi che la propria azienda stia stampando molto di più rispetto a due anni fa.

All’interno di questo scenario, il 66% delle aziende italiane interpellate ha dichiarato di essere sempre stato attento all’utilizzo dei sistemi di stampa e agli sprechi correlati, soprattutto in termini di costi; il restante 34% ha affermato di non aver mai eseguito una verifica dei sistemi.

L’Italia è risultata la più attiva (61%) anche nell’adozione di strategie ambientali applicate alla definizione e attuazione di prassi e metodologie volte a gestire al meglio la tecnologia.

Questo, tuttavia, non significa che ci sia un impegno a diminuire la quantità di stampe prodotte: solo il 14% delle realtà italiane intervistate, infatti, ha sostenuto che rispetto a due anni fa la propria azienda sta abbattendo i volumi di stampa in modo significativo e di questa percentuale ben il 75% ha attribuito la diminuzione delle attività di stampa all’incremento delle comunicazioni elettroniche.

I risultati della ricerca hanno mostrato una larga diffusione dei multifunzione, ma hanno anche rilevato un’immaturità delle Pmi nella capacità di sfruttare appieno tutte le potenzialità del mezzo. Rispetto all’utilizzo dei diversi dispositivi di stampa, è emerso che l’88% del campione dispone di una stampante (multifunzione, laser o ink-jet) ogni 1-10 dipendenti e che rispetto a questa percentuale ben il 66% utilizza stampanti multi-funzione; inoltre si evince che il tasso di utilizzo di sistemi multifunzione cresce con l’aumentare delle dimensioni dell’azienda (63% delle aziende con meno di 50 dipendenti e 89% di quelle oltre i 151 dipendenti). In Italia il 55% delle imprese intervistate dispone di una stampante ogni 2/4 dipendenti e l’83%% di esse possiede stampanti multifunzione.

Entrando nel merito dell’utilizzo delle singole funzionalità dei multifunzione, l’indagine ha sottolineato, però che, in ordine di importanza, le opzioni dominanti sono la stampa, la fotocopiatura e il fax; la stampa fotografica e l’archiviazione sono usate da meno di un’azienda su dieci.

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