Milano monitorizza i prezzi dell’energia elettrica

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La Camera di Commercio milanese ha avviato un servizio che trimestralmente rileva le tariffe fisse e indicizzate

Passare al libero mercato dell’energia farebbe risparmiare alle piccole imprese milanesi circa 100 milioni di euro all’anno. Quindi anche per chi ha profili di consumo più bassi il libero mercato conviene. Questo è quanto sostiene la prima rilevazione dei prezzi di fornitura dell’energia elettrica, nuovo servizio della Camera di Commercio di Milano, unico finora in Italia, con aggiornamento trimestrale, cha ha lo scopo di colmare quelle carenze informative più volte lamentate dalle piccole imprese riguardo alle quotazioni del libero mercato.

La rilevazione su una fornitura annua dienergia elettrica a utenti non domestici, fatta su sette profili di consumo, riguarda sia i prezzi fissi sia i prezzi indicizzati medi al megawatt/ora applicati da venditori e grossisti sulla piazza di Milano e Provincia. Nel caso dei prezzi fissi, il corrispettivo pattuito rimane costante per tutta la durata del contratto; nel caso di prezzi indicizzati, il corrispettivo varia sulla base di formule di indicizzazione e con cadenze diverse, contrattualmente stabilite dalle parti. I prezzi indicizzati rilevati si riferiscono al corrispettivo valorizzato al primo mese di fornitura (gennaio 2008).

I dati riportati rappresentano la media semplice troncata dei corrispettivi unitari, espressi in euro/MWh: dalla loro analisi emerge che i prezzi fissi risultano più alti di quelli indicizzati, in quanto gli operatori “fissi” incorporano anche il costo dell’assicurazione a copertura di possibili oscillazioni del costo di generazione dell’energia nel periodo di fornitura. Si differenziano per classe di consumo annuo, tensione di allacciamento, tipologia di contatore installato e modalità di consumo orario. I primi tre profili, con un’unica fascia oraria e allacciati in bassa tensione, si distinguono esclusivamente per il livello di consumo, funzione della dimensione aziendale e della tipologia di attività produttiva svolta. Il restante profilo è caratterizzato da un contatore multiorario, in grado di rilevare i consumi nelle diverse fasce orarie, il prezzo rilevato è dato dal corrispettivo medio calcolato sulla base dei singoli prezzi per fascia e delle quote di prelievo nelle diverse fasce orarie.

Dall’analisi dei dati emerge un significativo scarto tra i prezzi praticati per l’approvvigionamento in alta modulazione, rispetto a quelli in bassa. Ciò è dovuto al maggior costo dell’energia elettrica nelle ore diurne dei giorni feriali. Ne consegue che ciò che fa davvero risparmiare, almeno per i livelli di consumo rilevati, è la modalità di prelievo orario e non le quantità consumate.

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