Marchio Ce, garanzia di sicurezza dei prodotti

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Attraverso un pacchetto legislativo, che rafforza il mutuo riconoscimento delle norme tecniche nazionali, il Parlamento Europeo agevola la libera circolazione dei prodotti nell’Ue

Il Parlamento Europeo ha dato il via libera a un pacchetto di misure che dovrebbero essere applicate in modo coerente, trasparente e armonizzato, e con strumenti standardizzati ai prodotti venduti nell’Unione Europea.

Il pacchetto intende agevolare la libera circolazione delle merci nell’Ue, rafforzando del principio del mutuo riconoscimento delle norme tecniche nazionali, e stabilire direttive per la sorveglianza del mercato e l’accreditamento dei prodotti. Tale pacchetto definisce inoltre le norme relative al marchio Ce e comprende anche l’istituzione di un quadro generale da applicare alla futura normativa sull’armonizzazione delle condizioni di commercializzazione dei prodotti (come quella sulla sicurezza dei giocattoli). Definisce, infine, gli obblighi generali per gli operatori economici e una serie di procedure di valutazione della conformità.

Il regolamento, che sarà applicabile a partire dal 1° gennaio 2010, vieta l’apposizione su un prodotto di marchi, segni o iscrizioni in grado di indurre in errore le persone circa il significato e il simbolo grafico del marchio Ce o entrambe le cose. Può, tuttavia, essere apposto ogni altro marchio che non comprometta la visibilità, la leggibilità e il significato del marchio Ce. Possono inoltre essere utilizzati altri marchi ma solo se «contribuiscono a migliorare la protezione dei consumatori e non rientrano nella normativa comunitaria di armonizzazione».

Come proposto dai deputati, gli Stati membri dovranno garantire la corretta applicazione delle norme che disciplinano il marchio Ce e procedere legalmente contro il suo uso improprio, prevedendo anche sanzioni, incluse quelle di natura penale, per le infrazioni gravi. Le sanzioni devono essere proporzionate alla gravità dell’infrazione e costituire «un deterrente efficace».

È comunque prevista una certa flessibilità per le Pmi produttrici in relazione agli oneri amministrativi.

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