Manifatturiero: attenzione alla flessibilità e alla leva It

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Jmac Europe, Politecnico di Milano e Oracle hanno presentano i risultati
della Monodzukuri Global Survey su come le imprese manifatturiere italiane
affrontano le attività di miglioramento nelle operations

Monodzukuri Global Survey è una ricerca promossa da Jmac Europe al fine di tracciare le esperienze più significative e le tendenze di cambiamento in atto nell’ambito delle Operations delle imprese manifatturiere. Presentata al Politecnico di Milano e realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e da Oracle, la ricerca ha evidenziato alcuni aspetti: adozione di soluzioni informatiche per la produzione e per la programmazione della capacità produttiva, utilizzo di produzioni snelle e del Just in Time, accelerazioni dei ritmi della pianificazione della produzione da mensile a settimanale. In Italia sono state intervistate 47 aziende, principalmente nei settori meccanico, elettrico, automobilistico e alimentare, focalizzandosi su aziende medie e grandi. Ad attrarre l’attenzione è stato soprattutto la differenza nel modo di concepire le operations in Italia rispetto ad altri paesi (in particolare rispetto al Giappone dove è nata la ricerca). La differenza di accezione riguarda il modo di pensare alle operations. Il Giappone infatti comprende non solo la ?fabbrica? (e quindi i processi di trasformazione) ma anche la progettazione (e i processi di sviluppo nuovi prodotti), mentre in Italia si tende a ritenere che nella sfera delle operations ricadano solo le attività legate alla produzione e alla logistica. Se infatti nell’area operations in Italia le aziende includono production engeneering, produzione e logistica, in Giappone si tende a far rientrare anche la progettazione e la ricerca e sviluppo. Rispetto al contesto giapponese, dunque, emerge una maggiore difficoltà da parte delle imprese italiane a integrare i processi di innovazione con quelli di produzione con significativi gap in termini di tempi e di costi nel lancio di nuovi prodotti.
Un altro elemento significativo è l’accelerazione dei ritmi della pianificazione della produzione, che da cadenza mensile tende ad essere sempre più ravvicinata in modo da permettere una visibilità settimanale. Infatti il 42% delle aziende tre anni fa utilizzava una schedulazione della produzione mensile, percentuale che oggi è scesa al 30% e che, fra tre anni, tenderà al 16%. Contestualmente, fra tre anni il 64% delle aziende tenderà ad una schedelazione con orizzonte settimanale o inferiore, contro il 58% attuale ed il 38% di tre anni fa. Questo fenomeno è confermato dal fatto che il 68% dei manager intervistati abbia individuato nella flessibilità l’attuale criticità primaria nell’ambito delle operations. L’accorciamento dei lead time risulta perciò essere al momento la principale area di intervento individuata, anche se la ricerca indica che nei prossimi tre anni l’importanza della flessibilità potrebbe risultare ridimensionata all’incirca il 25%.
L’IT gioca un ruolo fondamentale nelle iniziative di ammodernamento e sviluppo dei processi produttivi aziendali e in effetti, alla domanda su quali fossero i fattori più importanti per i programmi di miglioramento, le aziende italiane hanno citato l’adozione di soluzioni informatiche per la gestione della produzione (60%) e per la programmazione della capacità produttiva (56%) subito dopo l’utilizzo della Lean Production (74%) e del Just in Time (62%).

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