L’economia dello spazio offre buone opportunità

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Il convegno ?Space Economy 2007? ha evidenziato come l’industria spaziale sia
un settore in grande sviluppo e rappresenti un’ottima opportunità per molte
aziende italiane. Alcune sono già coinvolte in importanti progetti continentali

L’industria spaziale italiana occupa oltre 6.000 addetti, distribuiti per il 66% nell’attività manifatturiera e il restante 34% nei servizi. Nel 2005 ha realizzato un fatturato pari a 1,5 miliardi di euro. Sul territorio vi sono iniziative importanti come il Distretto tecnologico aerospaziale del Lazio, quello della Campania, progetti avviati in Piemonte e in Sardegna. L’Italia partecipa a importanti progetti europei, come il consorzio Galileo, Gmes e Cosmo-SkyMed.

A fronte di questi dati, esposti durante la quinta edizione del convegno ?Space Economy 2007?, Alberto Tripi, presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ha evidenziato come ?lo Spazio offra oggi un contesto economico e tecnologico sempre più rilevante, ricco di stimoli e di possibilità di progresso nei campi più diversi, con applicazioni di servizi innovativi per il cittadino e le imprese e per la Pubblica Amministrazione?.

Tripepi ha poi aggiunto: oeil rilancio dell’industria spaziale italiana costituisce, perciò, non solo una priorità dettata dall’agenda della competizione internazionale, ma un’opportunità strategica per la modernizzazione del nostro Paese che non ci si può permettere di sottovalutare?.

Promosso in collaborazione con Aiad (Associazione industrie per l’aerospazio, i sistemi e la difesa), Asas (Associazione per i servizi e le applicazioni per lo spazio) e Sat Expo, Iil convegno ha visto la presenza di numerose istituzionali e imprenditoriali, tra cui il Ministro dello sviluppo economico Luigi Bersani, il quale ha precisato: ?L’obiettivo che ci poniamo come ministero è di colmare il divario competitivo che separa l’industria europea da quella americana in termini di presenza sui mercati globali, attraverso la creazione di nuovi campioni europei nei settori a maggior contenuto tecnologico, in cui anche l’Italia può giocare un ruolo da protagonista?.

Il convegno è stato anche l’occasione per presentare il Quaderno ?Tecnologie, progetti e prospettive della Space Economy italiana?, curato da Giovanni Caprara, che offre una panoramica delle grandi potenzialità dell’industria spaziale nel dar vita a servizi innovativi. Infatti, se l’area delle telecomunicazioni rimane indubbiamente privilegiata, assorbendo il 50-60% dei ricavi dell’industria spaziale europea (pari a 5 miliardi di euro), lo Spazio sta rinnovando profondamente la protezione civile e la sicurezza, la gestione delle emergenze e del traffico terrestre, la lettura e la gestione del territorio, i servizi per l’agricoltura, la tutela dei beni ambientali e culturali, la sicurezza delle frontiere e delle infrastrutture, la telemedicina, la telemetria e il telecontrollo. Senza contare il contributo che il satellite offre al superamento del digital divide territoriale, consentendo anche a pubbliche amministrazioni non servite da reti a banda larga di fornire servizi innovativi altrimenti improponibili. E privato rispettosa dei diversi ruoli e responsabilità?.

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