Le Marche in aiuto delle imprese artigiane

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Erogati dalla provincia, sono disponibili fondi che intendono favorire
l’innovazione e la creazione di nuove unità produttive

La Regione Marche ha deciso di intervenire finanziariamente sia nei confronti della scarsa presenza di capitali esogeni alla regione sia sulla bassa capacità di attrarre capitale per la costituzione di nuove imprese.
Per beneficiare di tali contributi si deve dimostrare la presenza, all’interno dell’impresa di appartenenza, di imprenditori già operanti in termini di possesso di quote o direttamente nella attività, in imprese localizzate in un territorio extra regionale ovvero la ubicazione della sede legale in un comune fuori regione. I contributi sono finalizzati alla creazione di nuove unità produttive con priorità per le imprese che recuperano e riutilizzano siti industriali dismessi per attività a basso impatto ambientale e per l’ ampliamento della attività tramite rinnovo e ammodernamento tecnologico.

Gli interventi devono essere localizzati nei Comuni rientranti nell’area dell’ob.2 e phasing out della regione Marche e le iniziative ammissibili devono riguardare:
nuove unità produttive, con priorità per le imprese che recuperano e riutilizzano siti industriali dismessi per attività produttive a basso impatto ambientale o per servizi strettamente connessi con la produzione e la commercializzazione;
ampliamento dell’attività produttiva tramite rinnovo e ammodernamento tecnologico.

Dal canto loro, le spese ammissibili devono riguardare:
? acquisto di macchinari e attrezzature innovative e mezzi mobili non targati;
acquisto di aree utilizzate per la costruzione di locali destinati all’attività produttiva previsti nel progetto;
– sistemazione di aree esterne (sosta, parcheggi, recinzioni ) pertinenti l’attività produttiva, spese di allacciamento (acqua, energia), opere di urbanizzazione;
acquisto di locali nuovi destinati all’attività produttiva o per servizi connessi con la produzione (Show-room etc), costruzione di locali di proprietà, installazione di impianti elettrici, termici e telefonici fissi.
spese per la progettazione, la direzione dei lavori, studi di fattibilità economico-finanziaria e di V.I.A., oneri per concessioni edilizie e collaudi obbligatori;
acquisto di hardware e di software;
acquisto di brevetti o licenze.

Per la piccole imprese, il contributo può variare dal 15% al 20%, mentre per le medie imprese può andare del 7,5% al 15%. In alternativa, le imprese possono optare per un contributo nei limiti del 25%-30% in regime ?de minimis?. Il limite minimo dell’investimento finanziabile è di 150.000 euro. Per beneficiare delle agevolazioni, l’impresa deve garantire un programma di investimenti in cui l’apporto di capitale proprio non sia inferiore al 25%.

Le domande vanno presentate entro il 5 Novembre 2007.

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