Le costruzioni chiedono aiuto al governo

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Attraverso un documento unitario, la Consulta delle Costruzioni ha sollecitato le forze politiche a un impegno esplicito nello sviluppo e nella qualificazione del settore

Ilcomparto delle costruzioni contribuisce in modo determinante alla crescita del Paese, sia in termini di produzione sia di occupazione. Tuttavia, per la prima volta dopo quasi dieci anni di crescita, nel 2007 il settore ha registrato un arretramento (-0,2%).

Per evitare che anche quest’anno si verifichi il medesimo risultato, la Consulta delle Costruzioni sottolinea che è necessario adottare rapidamente misure efficaci volte a eliminare gli ostacoli che si frappongono alla ripresa dello sviluppo delle imprese edili.

In tal senso, la Consulta ha preparato un documento unitario con il quale sollecita un impegno esplicito sui temi centrali per lo sviluppo e la qualificazione del settore edile. Queste le priorità indicate dalle Associazioni che compongono la Consulta:

Regolamentare l’accesso al settore delle costruzioni che vede una crescita senza regole con l’arrivo sul mercato, assieme a operatori qualificati, di persone che si improvvisano imprenditori edili per carenza di prospettive occupazionali di altra natura.

Rilanciare il mercato delle opere ordinarie e il ruolo delle Pmi. Pur essenziali per garantire lo sviluppo e la coesione dei sistemi economici locali, le politiche dell’infrastrutturazione ordinaria, del recupero, della riqualificazione urbana sono state fortemente penalizzate.
La Consulta chiede che venga arrestata l’attuale progressiva finanziarizzazione e destrutturazione del settore, che sia rilanciata una politica industriale di valorizzazione delle opere ordinarie, che sia normativamente previsto, nella realizzazione delle grandi opere, l’affidamento obbligatorio di una quota dei lavori alle Pmi.

Garantire una qualificazione che non costringa le imprese a rincorrere gli appalti in modo esasperato. La Consulta chiede che venga ampliato l’arco temporale di valutazione dei lavori, prendendo in esame gli ultimi 10 anni, e che, in caso di esito negativo della verifica triennale o del rinnovo dell’attestazione, qualora non sussistano lavori che consentono il mantenimento della qualificazione in nessuna classifica di importo, detta qualificazione venga diminuita e, comunque, garantita nei limiti della I classifica.

Le Associazioni della Consulta chiedono anche di rilanciare una politica per la casa, di sostenere una politica urbanistica moderna e compatibile con l’ambiente, di incentivare la riqualificazione dei centri urbani e di eliminare, o almeno modificare, il balzello costituito dalla cosiddetta “tassa sulle gare”.

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