Le banche non sono ancora pronte per Sepa

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Del campione di 150 istituti di credito europei interpellati da Finextra
Research la metà ritiene impossibile rispettare la scadenza del prossimo
gennaio, mentre l’81% reputa che i propri clienti non adotteranno prima del 2010
i nuovi sistemi di pagamento

Secondo una ricerca commissionata da VocaLink, provider specializzato in servizi di transazione per banche, aziende e istituzioni, una considerevole percentuale di istituti bancari internazionali ritiene di essere in arretrato nella preparazione al nuovo sistema di pagamenti interbancari Sepa (Single Euro Payment Area).

Realizzata da Finextra Research durante i mesi di agosto e settembre 2007, la ricerca ha coinvolto 150 banche europee e globali a cui è stato chiesto come si stessero preparando a Sepa. I risultati rivelano che più della metà degli intervistati (56%) ritiene che non riuscirà a essere pronta per la scadenza di gennaio 2008.
Questa opinione risulta ulteriormente rafforzata da un altro dato: l’81% delle banche reputa che i propri clienti non adotteranno gli schemi Sepa per i pagamenti prima del 2010.

L’implementazione del Sepa direct debit è stata poi indicata come il punto di maggiore importanza dalle banche (35%) anche se il 44% delle stesse è dell’opinione che i mandati legati al direct debit saranno “difficili da gestire “.
Questi risultati suggeriscono che le banche stiano ora dirigendo la loro attenzione sul modo in cui supportare le esigenze dei clienti. La maggior parte di esse (54%) dichiara che l’abilità di convincere i clienti dell’importanza di passare a strumenti Sepa-compliant è il nodo più importante da affrontare.
Molti intervistati hanno in programma di offrire servizi a valore aggiunto, non solo per incoraggiare la migrazione verso Sepa di nuovi clienti, ma anche per ottenere un vantaggio competitivo sulle banche che si limiteranno a rispettare le nuove normative.

Tra i servizi a valore aggiunto, il più importante viene considerato il consentire ai clienti di inviare tutti i pagamenti (Sepae non) attraverso un unico canale (32%) mentre al secondo posto in ordine di importanza troviamo la possibilità di riformattare un messaggio (24%).

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