La strategia della Ue contro il cybercrimine

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Un importante passo avanti verso la formulazione di una politica europea
generale nella lotta contro il crimine informatico.

Rafforzare la lotta alla criminalità in Internet, con un miglioramento della cooperazione tra stati membri e tra settore privato e pubblico, con un quadro di riferimento comunitario. È questo l’obiettivo della Commissione Europea di Bruxelles, che è stato espresso attraverso la comunicazione intitolata “Verso una politica generale nella lotta contro il crimine in Internet“. “La Commissione – ha dichiarato il vicepresidente dell’esecutivo Ue e commissario per la Giustizia Franco Frattini – ha compiuto un importante passo avanti verso la formulazione di una politica europea generale sulla lotta contro il crimine informatico“. Per Frattini, inoltre, “sarà essenziale elevare la consapevolezza del fenomeno, l’addestramento e la ricerca”.

Non si hanno ancora dati coerenti sull’incidenza del fenomeno, ma alcune cifre citate dall’esecutivo comunitario non sono certo tranquillizzanti. L’89% dei rappresentanti d’industria intervistati nel Regno Unito ha subito almeno un attacco informatico. Negli Usa, il costo del cybercrimine è stimato tra 67 e 400 milioni di dollari. Di nuovo nel Regno Unito, secondo l’associazione Internet Watch, tra il 1997 e il 2005 il numero di pagine con materiale pedopornografico è aumentato addirittura del 1.500%. Inoltre, la vendita di immagini di pornografia infantile ha creato profitti illegali per almeno un miliardo di euro negli Usa e in Europa. Infine, secondo l’Authority britannica per i servizi finanziari, le frodi bancarie via Internet (il cosiddetto phishing) sono aumentate dell’8.000% in due anni. La polizia di Londra ritiene che un solo gruppo criminale abbia tratto profitti per 100 milioni di dollari da frodi via Internet. Una situazione allarmante, che ha spinto Bruxelles ad attivarsi.

Secondo la comunicazione della Commissione, si tratta di ottenere una miglior cooperazione per l’applicazione della legge, anzitutto con una collaborazione tra le magistrature e le forze dell’ordine degli stati membri e con scambi di informazione. Il secondo punto essenziale per la Commissione è il miglioramento della cooperazione tra settore pubblico e privato. A tal fine, Bruxelles propone una più serrata cooperazione a livello globale, dal momento che la minaccia della criminalità informatica non conosce frontiere. Per questo, la comunicazione parla di un “migliore coordinamento delle azioni Ue contro la cybercriminalità con iniziative esterne e internazionali”. La Commissione sta inoltre studiando la possibilità di proporre iniziative legislative comuni. “Per esempio – si legge in una nota – nel 2007 la Commissione considererà un’iniziativa concernente la legislazione europea contro il furto di identità”.

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