La selezione colpisce le piccole imprese

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Nei primi tre mesi del 2007, il bilancio tra aperture e chiusure ha visto
prevalere queste ultime di 14mila unità (-0,23%). In positivo solo Lazio e
Lombardia

C’è una grande vivacità nell’anagrafe delle imprese italiane registrate presso le Camere di Commercio, ma il bilancio tra aperture e chiusure nel primo scorcio del 2007 è complessivamente negativo. Nel trimestre gennaio-marzo il numero delle aziende di nuova costituzione è stato infatti pari a 142.416 unità, il valore più alto in assoluto dei primi trimestri degli ultimi dieci anni. Altro record, ma in negativo, per le imprese cessate che, negli stessi tre mesi, hanno raggiunto quota 156.264 unità. Di conseguenza, il saldo fra iscrizioni e cessazioni è risultato negativo per 14.208 unità, anche in questo caso il valore più elevato del decennio. Controcorrente l’andamento delle società di capitali: 14.197 in più in tre mesi. Tra le regioni, il saldo è positivo soltanto in Lombardia (+59) e nel Lazio (+1.820 imprese), ma quest’ultima regione deve tutto alla performance di Roma che, da sola, ha registrato 2.455 imprese in più. Il primo trimestre si conferma in rosso anche per le imprese artigiane (-11.773 unità), per via della concentrazione di queste tra le ditte individuali, dove il saldo negativo è stato il più consistente in assoluto (-25.894 il totale di questa forma giuridica). Nel primo trimestre 2007, i settori con i bilanci maggiormente positivi sono risultati quelli delle costruzioni (+3.317 imprese), delle attività immobiliari (+2.130), dei servizi finanziari (+266), della sanità (+161), della pesca (+91) e dell’energia (+39). Per contro, l’agricoltura (-14.079 imprese), il commercio (-12.917) e i trasporti (-2.492) sono stati quelli che hanno registrato i saldi più negativi in assoluto.

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