La Rete BioArt e il suo portale

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Innovazione e artigianato si avvicinano con il supporto di “Bic La Fucina” e
i finanziamenti della Regione Lombardia e di Unioncamere per migliorare la
filiera biotecnologica lombarda con prodotti e servizi “su misura”

Sfatando il mito degli artigiani legati a fome di lavoro manuali e tradizionali è stato realizzato il progetto BioArt che ha riunito 20 imprese artigiane tradizionali creando un interessanti rapporti di collaborazione con laboratori e centri di ricerca nel capo delle Bio tecnologie. Il progetto è stato realizzato dal Centro servizi alle imprese dell’area milanese Bic La Fucina in collaborazione con Apa Confartigianato Milano e Confartigianato Imprese della Provincia di Lodi, e ha ottenuto finanziamenti dalla Regione e Unioncamere della regione Lombardia (Convenzione Artigianato 2003-2005 ” Concorso di Idee”).
A partire dall’inizio del 2006 il progetto BioArt ha dato vita al portale www.bio-art.it che raccoglie in rete un gruppo di imprese artigiane lombarde che si propongono come unico fornitore di riferimento per la filiera biotecnologia. Parliamo di un settore in forte espansione che conta ben 222 aziende attive e presenti in tutta Italia, ma il ragruppamenmto più forte (33%) è localizzato in Lombardia.
In tutto sono state 20 le imprese artigiane selezionate per produrre oggetti su misura, offrire servizi personalizzati e manutenzioni altamente specialistiche. Attività che la grande produzione industriale non è in grado di offrire alla ricerca, come è emerso da un’indagine condotta nel 2005 all’interno del centro di ricerca lodigiano Parco Tecnologico Padano e di alcuni laboratori milanesi.
Queste società (Carlo Manzoni, Dimont Impianti, F.lli Galli G. & P., Fima Service, O.N.F., Omnitec, Ratti Giampietro & C., Disa Raffaele e F.lli, LA.VE.T., New Level Glass, Vetreria Cinquanta, Vetro Mec, Fargo, Gruppo Feoltec Engineering, Medel Lab, Riva Laminati Plastici, Tekno 3, Ar-Bo, Glysby, Visualcolor), invece producono oggetti in legno, metallo, vetro o materiali compositi; realizzano particolari lavorazioni di vetro, plastica e metallo e offrono assistenza tecnica specialistica per apparecchiature meccaniche ed elettroniche. Grazie alla rete alcune di loro hanno già avviato interessanti collaborazioni con i laboratori e i centri di ricerca. Le aziende artigiane ottengono con BioArt maggiore visibilità e possono avvicinando a un settore dalle interessanti opportunità e ancora poco esplorato. I vantaggi riguardano anche i ricercatori, che hanno finalmente trovato una risposta alle loro effettive e specifiche esigenze strumentali. Lavorare insieme ad artigiani competenti significa avrer risposte tempestivamente che garantiscono un’adeguata manutenzione dei macchinari e la rapida riparazione delle attrezzature. Oltre ad agevolare il lavoro, i nuovi rapporti in rete permettono ai laboratori di ridurre i costi di acquisto e di manutenzione delle apparecchiature e di destinare più risorse economiche all’avvio di nuove attività di ricerca.
Attraverso la rete gli artigiani hanno partecipato anche a incontri mirati con laboratori e centri di ricerca, a fiere di settore come l’iniziativa lodigiana Laus Expo, dove hanno potuto presentarsi ai 1700 visitatori e ai 200 espositori la mostra convegno che promuove questo settore a livello internazionale.
Alle rete BioArt possono aderire tutti gli artigiani lombardi che si occupano di progettazione e manutenzione di strumenti e apparecchiature scientifiche, produzione e lavorazione di vetro, legno, metallo, materie plastiche e compositi, prodotti per analisi e arredo scientifico. Per maggiori informazioni visitate il sito www.biconline.it

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