La giustizia lumaca costa cara alle imprese

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La Confartigianato dà l’allarme: per i ritardi nella giustizia le aziende
hanno speso 2,3 miliardi di euro. Le attese per le cause civili arrivano a quasi
5 anni e a 8 anni e 7 mesi quelle per i fallimenti

Per ottenere la giustizia in una causa civile, gli imprenditori italiani devono attendere in media 1.765 giorni (4 anni, 10 mesi e 5 giorni) tra primo e secondo grado di giudizio. Per una procedura fallimentare l’attesa arriva in media a 3.140 giorni (8 anni, 7 mesi e 10 giorni). Tali ritardi costano alle imprese ben 2.331milioni di euro.

Di calcolare gli oneri subiti dalle aziende a causa della giustizia-lumaca si è fatto carico l’Ufficio studi di Confartigianato, il quale ha riscontrato che il costo del ritardo per la riscossione di crediti è di 1.157 milioni di euro mentre il costo indotto dagli ingenti ritardi nelle procedure concorsuali obbliga le imprese a sostenere maggiori oneri finanziari per 1.174 milioni di euro, incrementando in tal modo del 12,2% le perdite dei fallimenti che sono già enormi e ammontano a 9.606 milioni di euro. Complessivamente, quindi, i fallimenti provocano al sistema economico una perdita di 10.780 milioni di euro, pari allo 0,76% del PIL.

A livello regionale, i maggiori costi per le imprese si riscontrano Lombardia, (14,3% del totale), seguita dal Lazio con il 14,1%, dalla Campania con il 13,8%, dalla Puglia con l’8,3%, dalla Toscana con il 7,2% e dall’Emilia Romagna con il 7,1%.

Secondo Confartiganato, la giustizia lumaca penalizza anche i processi di innovazione delle imprese: in Italia la durata, solo del primo grado, di una causa per brevetti è mediamente di 880 giorni, con una notevole variabilità sul territorio nazionale: se nel Nord-Est ci si ?limita? a 696 giorni, al Centro e nel Mezzogiorno si arriva, rispettivamente, 1.087 e 1.093 giorni.

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