La crescita trainata dalle società di capitali

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È quanto emerge dalla rilevazione Movimprese, che evidenzia una selezione tra le realtà più piccole. Pressoché statiche le micro-imprese.

È un saldo attivo quello che evidenzia il bilancio fra le imprese nate in Italia nel terzo trimestre dell’anno e quelle che hanno cessato l’attività nello stesso periodo: la differenza tra le prime (83.716) e le seconde (68.524) è infatti di 15.192 unità. Prosegue così il trend positivo che caratterizza da qualche tempo l’andamento demografico della famiglia delle imprese italiane (a fine settembre si registravano 6.136.960 unità). Questi, in sintesi, i dati diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta da InfoCamere sul Registro delle Imprese.

L’analisi evidenzia però che a causa della difficoltà delle piccole imprese a stare sul mercato, risulta sempre più evidente il rallentamento dell’espansione della base imprenditoriale nel nostro Paese. La conferma arriva dal fatto che il 75% del globale è dovuto alle imprese costituite in forma di società di capitali (cresciute nel trimestre al ritmo dell’1%) mentre le imprese individuali si limitano al 19,5%l (solo 0,1%).

Nel complesso, il tasso di crescita del trimestre ( 0,25%, il più contenuto degli ultimi otto anni con riferimento al periodo giugno-settembre) è frutto di una natalità sostanzialmente in linea con gli anni passati ( 1,36%) e di una mortalità che, nel trimestre scorso, ha fatto registrare il record negativo dal 2000 ( 1,12%). A livello regionale, è il Lazio a trainare la crescita, con un tasso del 0,52%.

“L’anagrafe delle imprese – ha affermato il Presidente di Unioncamere, Andrea Mondello – offre in tempo reale l’immagine della profonda ristrutturazione in atto nel nostro sistema imprenditoriale e del suo riposizionamento. I due dati fondamentali, una natalità stabile ed elevata e la mortalità in aumento, ci dicono che, da un lato, la spinta a creare nuove imprese è sempre forte e dunque il sistema delle imprese è vitale; dall’altro, che la selezione ‘darwiniana’ innescata dai processi di globalizzazione dei mercati sta operando in profondità sulle imprese più piccole, più isolate e prevalentemente localizzate al Sud. Diventa fondamentale, quindi, l’intervento delle istituzioni per accompagnare questo percorso e non disperdere l’importante patrimonio di abilità delle piccole imprese italiane”.

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