Imprese e consumer trainano l’It italiano

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Secondo il Rapporto Assinform 2008 la domanda It sale per le imprese e famiglie, ma la Pubblica amministrazione disinveste. Le Tlc sono ferme al palo anche se raddoppiano gli accessi in banda larga

Oggi a Milano Assinform diffonde i dati sull’andamento del mercato Ict nel 2007, anticipando il rapporto Assinform 2008. Si tratta di un rapporto Assinform 2008 in chiaroscuro: la domanda It sale per le imprese e famiglie, ma la Pubblica amministrazione disinveste.
A trainare sono imprese a +1,9% e soprattutto le famiglie a + 10,5%, ma fa da contraltare una Pubblica amministrazione in frenata che disinveste.
Continua la discesa della Pa con – 0,6%. Oltre 50% dell’informatica pubblica va in house, il cui ricorso aumenta del 7% annuo.
Calma piatta anche nelle Tlc + 0,4%, anche se raddoppiano gli accessi in banda larga. In particolare si riducono gli investimenti in infrastrutture Tlc: – 4,7% nel 2007 rispetto al 2006, a fronte di un mercato mondiale che cresce del 4,1%.

Nel 2007 il mercato aggregato dell’ICT (informatica + telecomunicazioni) ha raggiunto i 64.390 milioni di Euro (+0,9%). Il minor dinamismo rispetto al 2006, quando era cresciuto del 2%, è spiegabile soprattutto con la stasi del comparto delle telecomunicazioni.
Il comparto delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) si è mosso con lentezza (+0,4%, contro il +2,1% dell’anno prima). Sostenuto dalla sola componente dei servizi su rete mobile, non è andato oltre ai 44.200 milioni di Euro.
Il comparto dell’informatica è invece cresciuto del 2%, a quota 20.190 milioni, manifestando una maggiore vitalità anche rispetto al 2006, quando già con una ripresa dell’1,6% aveva confermato l’ingresso in un ciclo di moderata crescita.

Gli italiani hanno una vera e propria fame d’innovazione e appaiono ben più lungimiranti di chi amministra la cosa pubblica. Lo dimostrano le imprese, che nel 2007 hanno investito oltre 16 miliardi di euro in It , con un incremento dell’1,9% rispetto all’anno scorso; lo confermano le famiglie che, nonostante la contrazione generale dei consumi, hanno speso oltre 1 miliardo di euro per dotarsi di tecnologie innovative, con un balzo di ben 10,5% rispetto al 2006
spiega il Presidente di Assinform Ennio Lucarelli. E aggiunge: “Vi è poi la corsa a Internet: raddoppiati in due anni gli accessi a banda larga, cresce l’uso dei servizi on line turismo, banche, e-commerce, intrattenimento, informazione, cultura“.
Ecco i dati. Nel 2007 la domanda consumer è cresciuta del 10,5%, raggiungendo una quota di mercato complessiva del 5,2% sulla spinta della domanda di personal computer (PC). Su questo specifico mercato, quello del PC, le famiglie hanno espresso una domanda pari al 43% delle unità vendute nel 2007.
Per quanto riguarda l’offerta (hardware, software e servizi e assistenza tecnica), la dinamica più favorevole è stata ancora quella dell’hardware (sistemi, stampanti e periferiche) con vendite pari a 5733 milioni, in crescita del 4,8% (contro il 3,7% del 2006).
Più in particolare, nel software tutti i comparti sono risultati in crescita: software di sistema, 3,3%; middleware 6,1%, software applicativo, +2,1%. Nel caso dei servizi (+0,3%), le dinamiche più apprezzabili sono risultate, come già l’anno prima, quelle dei servizi in outsourcing (+2,2%), dell’integrazione dei sistemi (+1,1%) e della consulenza (+1,2%); in calo quelle dei servizi di elaborazione dati (-3%) e di formazione (-2,3%).
La terza e ultima componente d’offerta, quella dei servizi di assistenza tecnica ha proseguito il suo trend di declino fisiologico (815 milioni, -4.1%), senza influire più di tanto sull’andamento complessivo del settore.

In controtendenza è invece la Pubblica amministrazione:La domanda It della Pa è scesa nel 2007 di -0,6%, oscillando negli ultimi anni intorno a un’asfittica quota di 3 miliardi di euro. Ma la riduzione della spesa informatica riguarda solo la parte che viene posta sul mercato. Oltre la metà, infatti, pari a 1,5 miliardi di euro, finisce direttamente nelle casse delle società pubbliche in house, cifra che cresce di oltre 100 milioni di euro l’anno.”
Nella Pa fa da padrone l’in house, fuori da ogni criterio concorrenziale: “I risultati di un’informatica che continua a essere applicata al di fuori di ogni criterio concorrenziale, scelta non attraverso selezioni sulle migliori offerte, ma per aumentare l’occupazione politica del mercato, si vedono in un e-government che non decolla, anzi arretra: i siti pubblici, infatti, sono gli unici il cui utilizzo è in netto calo“.

E ora veniamo alle Tlc, ferme al palo:Insieme alla discesa degli investimenti infrastrutturali in tlc, passati dal -1,5% nel 2004 rispetto al 2003, a – 4,7% nel biennio 2007-06, il quadro che emerge è quello di un fallimento della politica pubblica sull’informatica. Così invece di essere uno stimolo dello sviluppo, come avviene in tutte le economie mondiali che affrontano la globalizzazione come un’opportunità di sviluppo, l’informatica pubblica frena gli slanci d’innovazione del Paese.”
Il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) ha generato in Italia, nel corso del 2007, un business di 44.200 milioni di euro. Le telecomunicazioni mobili hanno generato una domanda complessiva (infrastrutture, apparati, terminali e servizi) di 24.070 milioni di euro, in crescita dell’1,8%. Sul fronte delle telecomunicazioni fisse, anche la componente di servizio si è contratta, risultando pari 16070 milioni (-1,5%) e proseguendo in un trend fisiologico in rapporto alla crescita delle mobili.
Infine, e ancora per le telecomunicazioni, l’ultima notazione riguarda la ripartizione della domanda (al netto della componente infrastrutturale) fra famiglie e imprese. Il peso della domanda consumer, già prevalente, è cresciuto ancora, risultando pari a poco meno del 64% (contro il 62,7 del 2006 e il 62,1% del 2005).

Aggiunge Lucarellli: “La presenza dell’It italiana nel panorama mondiale è ancora possibile, ma occorre più mercato, più innovazione, più domanda pubblica di qualità. In tre anni, dal 2004 al 2007, l’It italiano ha invertito il trend negativo, fino a superare con il 2% di crescita raggiunto nel 2007, l’andamento del Pil fermatosi all’1,5% – ha continuato Lucarelli – si è trattato di uno sforzo notevole, ma ai ritmi attuali e nella prospettiva di ulteriore rallentamento dell’economia, il nostro divario con l’estero non solo non è destinato a ridursi, ma rischia di approfondirsi. Nel 2007, infatti, il mercato mondiale dell’It è cresciuto del 5,9%, quello delle Tlc del 5,2% e gli investimenti in infrastrutture di rete del 4,1%“.
Secondo il presidente di Assinform, singole misure non risolvono il problema, perchè in Italia, occorre cambiare condizioni strutturali di contesto: “Il progetto Industria 2015, che auspichiamo venga mantenuto dal prossimo Governo, rappresenta una buona piattaforma di partenza, ma non basta“.

Per il 2008 si stima una crescita del mercato ICT (aggregato informatica e telecomunicazioni) dell’ordine dell’1,9%, di un punto percentuale in più rispetto al 2007. Il relativo miglioramento porterà il mercato ICT al valore complessivo di 65.643milioni.

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