Imprese, 40mila in più tra aprile e giugno

EnterpriseStart up
0 0 Non ci sono commenti

Grazie al contributo dell’imprenditoria extracomunitaria, crescono le aziende
individuali. L’incremento si concentra nell’edilizia, nel turismo e nel
commercio

Si chiude con un saldo attivo di 40.297 unità il bilancio fra le imprese che, nel secondo trimestre dell’anno, hanno aperto (116.338 unità) e quelle che hanno cessato l’attività (76.041 unità). Al saldo attivo corrisponde un tasso di crescita complessivo del sistema delle imprese pari allo 0,66%, praticamente uguale a quello registrato nel corrispondente trimestre dell’anno precedente (0,67%), il che porta il totale delle imprese italiane esistenti al 30 giugno al valore di 6.133.429 unità.

Questi i dati più significativi diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta da InfoCamere sul Registro delle Imprese.

Due i fattori che hanno caratterizzato più di altri il dato del trimestre: da un lato il record di chiusure (1,25% il tasso di cessazione, il dato più pesante dal 2002 ad oggi), dall’altro la conferma del rallentamento delle regioni del Mezzogiorno, iniziato nel primo trimestre del 2006, dopo diversi anni in cui il Sud aveva contribuito all’allargamento della base imprenditoriale nazionale (solo 0,45% il tasso di crescita dell’area nell’ultimo trimestre, corrispondente a circa 9mila imprese in più). Sebbene il Sud sia la zona con il maggior numero di iscrizioni del trimestre (oltre 35mila), nelle stesse regioni si registra oltre un terzo di tutte le cessazioni del periodo (27mila su 76mila circa). Solo la Puglia riesce a uguagliare la crescita media nazionale. L’area-guida della crescita è ancora una volta il Centro (+0,83%). Tra le regioni, nel Lazio lo sviluppo più accelerato (+0,93% il tasso di crescita), in Lombardia (+8.346 imprese) quello numericamente più consistente.

Conferme vengono dalle due forme giuridiche preferite dagli imprenditori italiani: in termini assoluti l’impresa individuale rappresenta ? seppure di pochissimo – la quota maggiore del saldo tra iscrizioni e cessazioni (17mila unità in più, per una crescita dello 0,49% rispetto a fine marzo). Determinante per questo risultato è stato però il contributo dell’imprenditoria extracomunitaria che, con un incremento di poco superiore alle 6mila unità, rappresenta un terzo del saldo trimestrale delle sole imprese individuali. In termini relativi, la crescita più marcata è stata ancora una volta quella delle società di capitale (quasi identico il valore del saldo rispetto alle ditte individuali: 17mila le aziende in più), ma un tasso di crescita dell’1,42% rispetto al trimestre precedente.

Tra i settori, il contribuito maggiore al saldo attivo è venuto ancora una volta dalle costruzioni e dai servizi immobiliari (insieme hanno assicurato circa 19mila imprese in più), seguiti dal commercio (+6mila unità) e dall’informatica e servizi alle imprese (4mila unità in più). Positivo il bilancio complessivo dell’industria manifatturiera (circa mille le imprese in più in tre mesi), il 75% delle quali nel comparto agroalimentare, mentre continuano i processi di selezione nei settori più tradizionali del Made in Italy (moda, tessile, calzature e legno-arredo perdono insieme poco più di 500 unità).

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore