Import/export, i crediti si riscuotono anche via email

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La versione aggiornata delle norme e usi che regolamentano i contratti internazionali prevede di potersi avvalere della posta elettronica per i pagamenti

Oggi la riscossione dei crediti vantati dal venditore nei contratti di import/export è più rapida grazie alla possibilità di trasmissione in formato elettronico della relativa documentazione. Questa nuova opportunità va soprattutto a vantaggio delle Pmi per le quali i contratti di fornitura di merci o sevizi con controparti estere in paesi (economicamente e politicamente) a rischio pone il problema di garantire l’incasso del corrispettivo da parte del compratore.

Dato che la riscossione del credito a livello internazionale può rivelarsi estremamente complessa, ma anche per ridurre il rischio contenzioso, solitamente ci si avvale di strumenti di pagamento, la cui disciplina è ampiamente riconosciuta a livello internazionale, come per esempio il credito documentario che permette al venditore di trasferire alla banca il rischio di mancato pagamento.

Al fine di regolamentare in maniera uniforme il loro utilizzo nei contratti di compravendita internazionale di beni mobili, la Camera di commercio internazionale ha emanato il documento «Norme e usi uniformi relativi ai crediti documentari», periodicamente rivisto e aggiornato per tener conto dei mutamenti della prassi contrattualistica e dei pagamenti bancari.
Nell’ultima revisione del 2007 (in vigore da luglio 2007) sono state inserite anche le cosiddette «e NUU» con cui sono fornite le definizioni necessarie per adattare la terminologia delle NUU a tutti quei casi in cui la presentazione dei documenti giustificativi del credito non avviene più attraverso la loro consegna materiale ma, in tutto o in parte, tramite l’invio di documenti in formato elettronico.

Per ulteriori informazioni, consultate il sito www.assoimprese.it

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