Aumenta ancora il prezzo dell’energia per le Pmi

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Dal prossimo mese di aprile le piccole imprese manifatturiere e dell’ediliziarischiano di vedere crescere del 12,6% la spesa per la corrente elettrica

Potrebbe essere davvero un brutto pesce d’aprile quello che si paventa per oltre 1.700.000 piccole imprese manifatturiere e dell’edilizia. Dal primo giorno del prossimo mese rischiano infatti di subire un aumento del 12,6% del costo dell’energia elettrica, che comporterebbe un incremento nei costi di 226 milioni di euro.

I rincari previsto derivano dal nuovo meccanismo di calcolo, introdotto con la delibera 181/2006 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, che differenzia le stime dei consumi per fasce orarie e che si applicherà a tutte le imprese in bassa tensione con potenza disponibile pari o inferiore a 55 kW. Il nuovo sistema avrà pesanti ripercussioni su quella quota di piccole aziende che hanno un consumo diurno feriale poco flessibile, cioè quelle che, per lavorare, utilizzano energia dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 18 e che non possono spostare i propri consumi in fasce meno care.

“Questi aumenti – ha commentato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini – si aggiungono a uncosto dell’energia per le Pmi italiane tra i più alti d’Europa e sono difficilmente sostenibili nell’attuale fase di congiuntura economica. Inoltre, le piccole imprese subiscono pesantemente gli effetti delle anomalie del settore dell’energia elettrica, caratterizzato dalla concentrazione del mercato libero nelle mani di pochi operatori e da un sistema fiscale fortemente sperequato a danno delle piccole e medie imprese. Tutti questi fattori rappresentano un forte ostacolo alla competitività delle imprese e del Paese”.

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