Si confermano i vantaggi dell’itil

Enterprise
0 0 Non ci sono commenti

Una nuova indagine di Itpi, condotta per conto di Ca, evidenzia come l’adozione delle best practice Itil ((Information Technology Infrastructure Library) abbia effetti positivi sulle performance complessive dell’It

Per riuscire a erogare efficientemente servizi di business altamente affidabili, nonostante la grave scarsità di risorse disponibili, la complessità degli ambienti di sviluppo e infrastrutturali, e l’ampio ventaglio di servizi già implementati le best practice in ambito It risultano cruciali. Rendendo noti i risultati di un’indagine internazionale svolta da Itpi su 341 organizzazioni It Ca ha potuto evidenziare l’impatto positivo dei processi Itil (Information Technology Infrastructure Library) di Change, Configuration & Release possono avere sulla performance complessiva dell’It, svelando le procedure per una gestione ottimale dei servizi informatici.

Le best practice sono una gestione rigorosa delle release, l’implementazione di Configuration Management Database (Cmdb), una visualizzazione del processo come “una cultura”, l’utilizzo di configurazioni standardizzate nonché un rigido controllo degli accessi ai sistemi di produzione. In dettaglio, le procedure di Release Management hanno inciso positivamente su quindici delle metriche prestazionali incluse nello studio, fra cui downtime, rapporto fra server e sysadmin, frequenza di rollback alla release precedente e tasso di modifiche non autorizzate. Ad esempio, le cosiddette “top performer” eseguono il 46% di rollback in meno e registrano il 90% di modifiche non autorizzate in meno rispetto alle altre aziende studiate.

Il 47% delle aziende classificate come “top performer” utilizza Cmdb per supportare i processi di cambiamento, ad esempio, per connettere le richieste di modifica all’infrastruttura ad un’esigenza esplicita del business aziendale o ad un ticket. La ricerca ha sottolineato come le procedure incentrate su una configurazione standardizzata sono indicative di livelli elevati di performance dal punto di vista del rilevamento automatico degli scostamenti dalla configurazione e delle violazioni alla sicurezza, tanto che le aziende “top performer” rilevano in automatico le infrazioni alla sicurezza, con una frequenza del 42% superiore a quella delle altre aziende interpellate durante l’indagine. Un altro dato da segnalare riguarda le organizzazioni che mettono in pratica controlli degli accessi rigorosi che tendono a contenere meglio la variabilità dei processi e a richiedere minori modifiche d’emergenza: le top performer registrano infatti il 60% di modifiche d’emergenza in meno rispetto alle altre.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore