Reti di imprese, mancano quelle verticali

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Ad affermarlo è Roberto Bellini, presidente dell’Aica Milano, il quale, in un intervento presso l’Innovation Forum di Idc, ha evidenziato come le aggregazioni verticali siano alla base di ricerca e innovazione

La promozione dell’aggregazioni tra piccole e medie imprese è stato uno dei temi che hanno caratterizzato l’edizione 2008 dell’Innovation Forum organizzato da Idc.
“Nella maggioranza dei casi, le Pmi e le microimprese si trovano già in rete – ha spiegato Roberto Bellini, presidente di Aica Milano – ovvero fanno parte di reti orizzontali dove i servizi disponibili, anche se non su base digitale, sono di tipo indifferenziato rispetto al settore industriale di attività. Mancano invece le reti “verticali”, che permetterebbero alle imprese di uno stesso settore o della medesima filiera di collaborare in termini di ricerca e innovazione. Ma anche di sviluppare nuovi approcci commerciali e produttivi più flessibili”.

Secondo Bellini, dette reti verticali possono rivelarsi utili per le microimprese che si troverebbero di fronte all’opportunità, economicamente e operativamente praticabile, di connettersi in modo flessibile. “Nelle reti verticali – ha proseguito Bellini – si può arrivare a fare sistema inserendo sia le aziende che producono componenti per conto terzi sia aziende che assemblano il prodotto servizio ma anche quelle realtà che commercializzano e assistono i clienti”.

Nell’idea di Bellini, un chiaro esempio di reti verticali è quello del sistema Domotecnica, consorzio che si rivolge alla filiera dei produttori e degli installatori di apparecchiature di condizionamento e riscaldamento prevalentemente nel Nord –Est. Domotecnica ha creato una rete verticale appoggiandosi alla società di servizi digitali Wdc, che offre alla filiera servizi di marketing, gestionali e formativi.

La rete coinvolge circa 1.500 imprese che pagano per i servizi ricevuti. “Il successo di questa rete verticale è interessante – ha concluso Bellini – perché dimostra che anche le microimprese sono disponibili a investire in servizi avanzati se l’offerta è qualificata e risponde a bisogni di competitività. Le infrastrutture dell’informazione a loro volta permettono di offrire un mix prezzo-prestazioni adeguato a una domanda frammentata e dispersa sul territorio”.

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