Perché il Bpm non decolla

Enterprise
0 0 Non ci sono commenti

C’è un divario tra l’offerta e la domanda, come si evince da un rapporto realizzato da Butler Group

Da un a ricerca Butler Group emerge come il Business Process Management fatichi ad affermarsi, a causa dello scarso allineamento fra ciò che i vendor It propongono e quello che serve realmente alle aziende utenti. Secondo gli analisti, i responsabili It ritengono che la strategicità del Bpm e il suo valore siano la sua funzione di interfaccia e integrazione tra i vari sistemi applicativi informatici. Il rapporto, intitolato Business Process Management – Building End-to-end Process Solutions for the Agile Business spiega come il Bpm spesso venga introdotto in azienda per risolvere un problema specifico o per integrare delle facilitazioni nell’ambito di alcune operazioni di business dove la tecnologia utilizzata mostra delle lacune.

Questo approccio fa sì che il valore aggiunto del Bpm risieda nella sua capacità di supportare il management aziendale, ovvero la dirigenza e gli analisti del business, a realizzare tutti quei processi operativi da loro richiesti. Tuttavia, rispetto ai principali prodotti di Bpm oggi disponibili sul mercato, Butler Group rileva una discrepanza di fondo tra quelle che per i vendor costituiscono le componenti più importanti della propria offerta in termini di prodotto e le funzionalità di base che invece gli utenti ricercano nelle stesse e che ruotano attorno allo sviluppo applicativo, alla modellazione e all’integrazione dei servizi. In pratica, gli utenti finali ritengono che il contorno di strumenti e funzionalità ritenuti dai vendor un valore aggiunto siano solo un orpello e il divario tra l’offerta e la domanda non è proficuo per un’adozione del Bpm capace davvero di portare a una nuova dimensione gestionale.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore