Parte dall’enterprise l’attacco a Google di Microsoft

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Per 1,2 miliardi di dollari, la società mette le mani su Fast, specialista nei motori di ricerca per aziende ed e-commerce

Anche per un’azienda dalle dimensioni di Microsoft, la somma di 1,2 miliardi di dollari (circa 840 milioni di euro) appare considerevole e inusuale per un’acquisizione. Ma la posta in gioco è alta e l’intenzione di mettere le mani su Fast Search & Transfer, specialista norvegese di motori di ricerca per le aziende, costituisce di fatto una sfida diretta alla rivale Google.

Il prodotto di punta dell’azienda in acquisizione si chiama Fast Esp (Enterprise Search Platform) ed è un tool costoso (qualche decima di migliaia di euro) che può recuperare dati non solamente su un sito, ma anche all’interno di applicazioni di business intelligence, database relazionali e così via. La reputazione del prodotto si deve in gran parte all’ampio numero di connettori forniti verso il proprio motore di ricerca.

La casa norvegese dichiara di avere 3.500 installazioni e tra i clienti si annoverano Deutsche Telekom, Unicef, Nissan o PriceMinister. Proprio i siti di e-commerce costituiscono un target privilegiato, ma tutto il settore enterprise ha attirato vari costruttori, come Autonomy (che ha comprato Verity nel 2005), Ibm (con Omnifind) e appunto Google.

Anche Microsoft, ora, entra nel novero dei competitor, anche se già esisteva un’offerta specifica. Nello scorso novembre, il vendor aveva iniziato a proporre una versione gratuita del proprio motore di ricerca inserito in SharePoint e denominato Search Server 2008. La sfida diventa adesso quella di saper bilanciare un universo proprietario di portali e gestione documentale con un motore universale che è pensato per facilitare l’integrazione di tutte le applicazioni.

Fast è un’azienda dalla vocazione prettamente tecnologica, tanto da contare il 60% di ingegneri nel proprio organico. E anche gli utili sono reinvestiti per il 25% in ricerca & sviluppo. L’equipe norvegese andrà a costituire il terzo centro di ricerca europeo di Microsoft, dopo quelli di Cambridge e Copenaghen. Di contro, l’acquisizione non servirà per rafforzare la quota di mercato nel mondo consumer. Nel 2000, Fast poteva proclamarsi il più grande motore di ricerca sul Web, con 575 milioni di pagine indicizzate. Ma poi è arrivata Google…

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