Oslo, la visione Soa di Microsoft

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Dietro il nome in codice, si cela un insieme di investimenti tecnici in diverse linee di prodotto.

La applicazioni composite all’interno dell’impresa e al di là delle frontiere sono il nuovo cavallo di battaglia di Microsoft. Alla conferenza di Redmond “Soa & Business Process” è stato presentato Oslo, nome in codice dietro il quale si cela un insieme di investimenti tecnici in diverse linee di prodotto. L’obiettivo è di armonizzare gli sviluppi per semplificare le Soa, rendere di uso comune le applicazioni composite e concretizzare la promessa della fornitura abbinata di software più servizi.

Microsoft ha indicato cinque ambiti-chiave per gli investimenti nei prossimi anni. Cominciamo con i server software, dove l’impegno continuerà a far leva su BizTalk, che già rappresenta la base per l’implementazione e l’amministrazione delle applicazioni. Nei servizi, invece, l’offerta commerciale si chiamerà “BizTalk Services 1, che comprende supporto e servizi hosted (messaging, autenticazione, workflow), che permettono di costruire applicazioni composite uscendo dai confini dell’impresa.

Il framework sarà la versione 4 di .Net e si focalizzerà sullo sviluppo guidato dai modelli. Per quanto riguarda i tool, Microsoft prevede di includere in Visual Studio 10 strumenti di gestione del ciclo di vita delle applicazioni che dovrebbero facilitare progettazione e implementazione di applicazioni distribuite. Infine, Microsoft vuole allineare i repository di metadati dei vari prodotti e strumenti. In concreto, System Center 5, Visual Studio 10 e BizTalk Server 6 dovrebbero condividere un’unica tecnologia di repository per i dati che concernono l’amministrazione e il deployment dei modelli applicativi.

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