Nuova tecnologia per i chip

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Intel e Ibm usano il metallo per potere scendere a 45 nanometri

Si allunga la vita dei microchip di silicio e si allunga la profezia di Gordon Moore, uno dei fondatori di Intel, contenuta nell’omonima e famosissima legge che afferma come il numero dei transistor in un chip sia destinato a raddoppiare ogni due anni circa.

Intel e Ibm hanno reso noto di essere riuscite, separatamente, a superare un importante ostacolo che fino a ieri limitava la capacità di miniaturizzazione e di crescita della potenza di calcolo dei futuri chip. L’innovazione è importante perché per la prima volta dal 1960 introduce un nuovo materiale quale componente dei chip per la realizzazione di transistor. Si tratta di uno strato di materiale metallico che si occupa di regolare il flusso dell’elettricità tra i diversi transistor.

La principale conseguenza di questa innovazione si traduce nella possibilità da parte di Intel e Ibm, almeno inizialmente, di procedere allo sviluppo dei processori di nuova generazione basati sui circuiti a 45 nanometri. Intel ha in programma di rendere disponibile il primo chip di questo tipo già entro l’anno, mentre Ibm ha in programma di debuttare il prossimo anno con processori costruiti insieme ai suoi partner tra cui vi sono Amd e Toshiba.

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