Niente più integrazione fra 3Com e Huawei

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Il complesso accordo, che coinvolgeva anche Bain Capital, è stato bloccato dal Comitato Usa per gli investimenti esteri

Qualche mese fa, 3Com firmò con Huawei e Bain Capital un accordo che l’avrebbe portata sotto l’orbita del Tlc vendor cinese. L’intesa è stata ora bloccata dal Cfius (Committee on Foreign Investment in the United States) e i tre partecipanti hanno deciso di comune accordo di rinunciare a proseguire. In un comunicato di Huawei si legge: “In ragione della complessità del processo di acquisizione, l’aumento dei costi e il significativo cambiamento delle condizioni azionarie, Bain Capital e Huawei hanno annunciato la loro intenzione di ritirarsi dall’applicazione dell’acquisizione proposta”.

Al centro della decisione del Cfius, ci sarebbe la software unit Tipping Point, di proprietà 3Com. Questa realtà lavora con il Governo americano e il passaggio in mani cinesi ha preoccupato Washington al punto da mettere in questione l’intero accordo. 3Com aveva promesso che non ci sarebbe stata alcuna compromissione di informazioni concernenti la sicurezza nazionale nell’applicazione dell’accordo. Se l’operazione fosse andata in porto, Bain avrebbe controllato l’azienda risultante, con Huawei a disporre direttamente di meno del 17% di 3Com. Le connessioni dell’azienda con il governo cinese sono state citate come riserva dalle autorità americane e quando il Cfius aveva annunciato di voler porre sotto inchiesta l’accordo, ai più era parsa l’anticamera di una bocciatura.

Cosa succederà ora? In casa 3Com tutto sembra procedere come se nulla fosse, in linea con la roadmap già definita. Huawei ha fatto sapere di voler mantenere le relazioni e gli accordi già in essere con lo specialista di networking.

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