Microsoft diventa un vendor open source

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L’Osi ha approvato due licenze proposte dal vendor, impegnato su più fronti
per meglio posizionare Windows contro Linux.

Per chi ancora ne dubitava, ecco la conferma: Microsoft è (anche) un vendor open source. La società di Redmond ha appena ricevuto la consacrazione da parte dell’Osi (Open Source Iniziative), che ha validato due licenze come conformi alle regole del software libero. Si tratta di Microsoft Public License (Ms-Pl) e Microsoft Reciprocal License (Ms-Rl). Sottoposte a validazione l’estate scorsa, esse vanno ad aggiungersi a una lista di diverse decine di licenze open source approvate dall’associazione in passato, come Bsd, Apache o Eclipse.

Ms-Pl consente di riprodurre, modificare e distribuire software, in modo commerciale o meno e senza dover pagare royalty. Ms-Rl è più restrittivo poiché, per ogni aggiunta o modifica, rende obbligatorio fornire il codice sorgente. Inoltre, il prodotto derivato sarà automaticamente gestito dalla stessa licenza, che così si aggiunge alle cosiddette oecopyleft?, come Gpl (General Public License).

A quanto pare, l’approvazione dell’Osi non è arrivata in modo facile e indolore. L’associazione ha spiegato di non aver riservato a Microsoft alcun trattamento di favore e che l’approvazione è il risultato di una discussione oecostruttiva, viva e approfondita?. Osi ha precisato anche che una licenza open source non è sufficiente per ?essere? open source, in assenza di un codice sorgente di qualità e di un’ampia comunità. Il big di Redmond ha risposto evidenziando di avere 1.900 progetti e 31mila utenti nella propria comunità Codeplex. Naturalmente, Windows è fuori da tutti questi discorsi.

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