L’Ue deve educare le Pmi sulla sicurezza It

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Necessario un supporto concreto per assicurare che le realtà più piccole restino paralizzate dai cyberattacchi

L’Unione Europea si impegnerà per coordinare sforzi volti a educare la comunità delle piccole aziende sui temi della sicurezza informatica. Bruxelles si assicurerà che i governi degli Stati membri stiano correttamente affrontando il problema e cercherà di armonizzare l’ipegno si scala contientale, grazie al lavoro della European Network and Information Security Agency (Enisa).

La situazione della sicurezza It è particolarmente seria nelle aziende medie e piccole in Europa. Diversi Stati membri non hanno politiche di supporto sul tema. Secondo numeri resi noti proprio dall’Enisa, circa la metà degli Stati membri non prevede meccanismi per la condivisione di best practice per le Pmi e meno di un Paese su cinque ha servizi dedicati di supporto e consulenza. Queste aziende sono fra i bersagli preferiti dai pirati, tant’è vero che oltre il 40% ha subito attacchi nel 2007.

L’Enisa raccomanda agli Stati membri di divulgare informazioni attraverso seminari, giornate di formazione, e-mail e post di Alert, piuttosto che creare semplicemente una fonte statica di informazioni disponibile sul Web. Il ruolo di Bruxelles potrebbe essere quello di coordinare le attività sull’intera regione.

Il tema è centrale anche nell’ottica della strategia della Commissione Europea per il 2010, che ha l’obiettivo di far diventare il nostro Continente l’economia della conoscenza più competitiva a livello planetario.

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