L’Ue accusa Intel di concorrenza sleale verso Amd

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Pesanti le imputazioni, che vanno dalle pressioni esercitate sui vendor di pc
ad azioni di dumping. Il rischio è un’ammenda pari al 10% del fatturato.

La Commissione Europea ha formalmente accusato Intel di approfittarsi della propria posizione di leader nel mercato delle Cpu per danneggiare Amd, ovvero la principale rivale in questo campo. Da qualche settimana, infatti, Bruxelles ha aperto un fascicolo d’inchiesta che intende approfondire la modalità con le quali il leader di mercato svicolerebbe le legislazioni antitrust, attraverso pratiche commerciali perlomeno dubbie. Il rapporto della Commissione sottolinea tre punti in particolare. Intel, innanzitutto, avrebbe promesso premi in denaro ai costruttori di hardware che avessero accettato di vendere prodotti unicamente dotati dei propri microprocessori. Inoltre, l’Ue accusa Intel di aver spinto i produttori di pc a ritardare, o addirittura annullare, il lancio di modelli dotati delle Cpu di Amd. Inoltre, Intel avrebbe praticato azioni di dumping, rispondendo a richieste di offerta da parte dei costruttori, proponendo prezzi troppo bassi.

La Commissione europea ha informato l’azienda e le ha lasciato dieci settimane di tempo per presentare le proprie risposte alle accuse. In linea di massima, il costruttore rischia un’ammenda pari al 10% del proprio fatturato. Amd ha approfittato della novità per parlare di ?momento della verità per tutta l’industria dell’It?, mentre Intel ha ovviamente smentito tutte le accuse, rivendicando un uso di pratiche ?totalmente legali, rispettose della concorrenza e di beneficio per i consumatori?. Da notare che non è la prima volta che il vendor deve fronteggiare simili imputazioni. Nel 2005, infatti, l’azienda è stata riconosciuta colpevole, in Giappone, di abuso di posizione dominante.

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