L’outsourcing dell’Edi? Per Giacomini è strategico

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Nome di spicco del settore idro-termosanitario, la società ha migliorato il servizio e il rapporto con i clienti grazie all’esternalizzazione a Crossgate

Nel 1951 Alberto Giacomini crea una piccola realtà artigiana per operare nel settore della rubinetteria gialla. Grazie a una filosofia operativa che privilegia i concetti di modernità e innovazione, l’azienda inizia presto un rilevante processo di crescita che la porta a varcare i confini nazionali e di proporsi come uno dei principali attori del panorama europeo.

Il forte sviluppo ha portato l’azienda ad approdare anche in suolo americano e a diventare, nel 1974, una società per azioni. Nello stesso anno, è iniziato il passaggio da azienda di prodotto ad azienda fornitrice di sistemi integrati. Attualmente, Giacomini occupa oltre 800 dipendenti, esportando l’80% circa della propria produzione in oltre 100 nazioni attraverso 10 filiali. Grazie ai suoi 3 stabilimenti di produzione in grado di lavorare circa 100 tonnellate di ottone al giorno, Giacomini riesce a fabbricare interamente i propri articoli.

Da sempre cosciente dell’importanza dell’innovazione tecnologica, Giacomini disponeva di un’infrastruttura Edi interna con cui gestire i rapporti con i clienti esteri, in particolare con il mercato francese. Tuttavia, la soluzione era implementata con l’approccio classico dell’applicativo Edi, presentava perciò numerose criticità: era infatti necessaria una persona che si occupasse solo della gestione di tale strumento e spesso i tempi di risposta alle esigenze di personalizzazione del sistema, espresse dai clienti, erano lunghi e laboriosi, creando gravi ritardi nell’attività di business e conseguenti perdite economiche.

Il passaggio a SAP, avvenuto nel 2002, ha ulteriormente evidenziato questi problemi. “La complessità del sistema implementato fino a quel momento – ha spiegato Sara Sabbatino, Responsabile Edi di Giacomini – richiedeva un costante impegno da parte della nostra azienda, che doveva porsi come intermediario tra le richieste dei clienti e i fornitori del sistema Edi, con conseguenti perdite di tempo e costi correlati alla manutenzione dell’infrastruttura. Inoltre, al momento di effettuare l’aggiornamento necessario in virtù della crescente complessità delle richieste, ci è stata prospettata la necessità di implementare una nuova release del prodotto con un costo elevato”. Per questo motivo, Giacomini ha deciso di condurre un’attenta analisi di mercato che ha portato alla decisione di avvalersi di un servizio in outsourcing. La soluzione ideale è stata identificata nell’offerta di Crossgate.

La collaborazione tra Giacomini e Crossgate è stata iniziata nel luglio del 2007 e già a metà ottobre è stata completata la migrazione dei clienti francesi, che fino ad allora venivano gestiti dal vecchio applicativo Edi.

Le considerazioni alla base delle quali Giacomini ha scelto Crossgate sono molteplici: innanzitutto la possibilità di eliminare tutti i costi relativi all’impegno di una persona per la gestione della tematica Edi e alla manutenzione dell’infrastruttura. Inoltre, in fatto di avvalersi di un servizio in outsourcing ha sgravato Giacomini dall’onere di intervenire costantemente nei processi di controllo, identificazione e analisi del problema. È invece Crossgate a informare tempestivamente l’azienda di eventuali necessità di intervento, rendendo così molto più fluido il processo.

Crossgate offre a Giacomini un servizio chiavi in mano per la gestione degli ordini, delle fatture, delle bolle e delle conferme d’ordine per tutti i formati possibili in ambito Edi. L’adattabilità del servizio offerto da Crossgate ha permesso a Giacomini di implementare uno strumento in grado di uniformare le richieste, sempre più diversificate, provenienti dai propri clienti.

“Crossgate ha supportato in modo ottimale il passaggio al nuovo servizio, consentendoci di essere operativi in tempi estremamente brevi – ha commentato Sara Sabbatino -. Inoltre, avere a disposizione uno strumento così efficace ci permette di essere propositivi con i nostri clienti per l’attivazione di nuovi processi elettronici, mentre prima era sempre il cliente a imporci le sue esigenze. E questo ha molto migliorato il rapporto con i clienti”.

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