Lo sviluppo di OpenOffice coinvolge Ibm

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Trentacinque sviluppatori di Big Blue parteciperanno ai lavori in corso sulla
suite open source.

Ibm ha deciso di diventare una delle protagoniste dei futuri sviluppi di OpenOffice e del suo formato OpenDocument. Non si tratta di una sorpresa in senso assoluto, visto che alcune componenti della suite da ufficio open source sono già state utilizzate in Lotus Notes 8, con particolare riferimento alle funzioni di trattamento dei testi e dei fogli elettronici. Big Blue si è pronunciata anche a favore del formato office OpenDocument, anch’esso supportato da Notes. Il costruttore ha sostenuto la sua standardizzazione presso l’Iso e si è opposta a quella di OpenXml, formato concorrente proposto da Microsoft.

La comunità OpenOffice è stata creata nel 2000, quando Sun ha deciso di aprire i codici sorgenti di StarOffice, suite acquisita insieme a StarDivision un anno prima. La presenza di Sun nella comunità è stata a lungo un fattore di freno per Ibm, ma le cose sono cambiate con il passare degli anni. Oggi Sun è ancora il costruttore che offre maggiori risorse alla comunità, dove operano circa ottanta sviluppatori, ma altre aziende, come Novell e Red Hat, sono entrate.

La possibilità di sfruttare gli sviluppi anche a fini commerciali ha certamente pesato nella decisione di Ibm, che ha messo a disposizione della comunità OpenOffice trentacinque specialisti, già impegnati su Lotus Notes. Big Blue conta di poter integrare velocemente le funzionalità della suite OpenOffice nei propri software: se quelle di base sono già presenti, ora toccherà anche ad alcune di quelle più avanzate. In cambio, il costruttore cederà alla comunità alcune tecnologie già sviluppate, in particolare nel campo dell’accessibilità (interfacce per le persone con handicap).

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