L’innovazione piace anche ai piccoli

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Ogni anno 145 mila piccole imprese investono 1,8 miliardi di euro per incrementare la competitività

Sono piccole ma sanno cosa significa fare innovazione e quali sono i vantaggi che se ne traggono. In Italia, sono 145mila le imprese con meno di 20 addetti (un quarto di tutte le aziende manifatturiere e informatiche) che hanno messo in atto processi volti a innovare in modo sostanziale il proprio modo di fare impresa. E questo senza seguire le vie canoniche, che prevedono di passare attraverso i canali della ricerca come accade solitamente nel caso delle medie-grandi imprese. Tali piccole realtà dedicano all’innovazione il 13% del monte ore lavorate in un anno e investono circa 1,8 miliardi di euro l’anno.

Sono questi i risultati che emergono dall’indagine “Fare Innovazione senza Ricerca”, realizzata dal Censis per conto di Confartigianato. Tale ricerca mostra come anche le piccole imprese siano molto impegnate in un processo di continua ricerca e sperimentazione interna. Non è però un processo evidente né particolarmente reclamizzato perché si svolge quasi esclusivamente in azienda in modo informale e perché non prevede collaborazioni con Università o enti di Ricerca. Si basa però su un continuo e fitto scambio di informazioni con fornitori, clienti, aziende committenti e professionisti.

Questa presa di distanza dal mondo accademico deriva dal fatto che solo il 3% di tali aziende ritiene che per dar vita a processi innovativi sia determinante la collaborazione con una università o un ente di ricerca. Oltre il 50% reputa inveceche negli ultimi periodi siano state la ricerca e sperimentazione interna a produrre la vera innovazione.

Il 70% delle innovazioni introdotte si traduce per le aziende in un vantaggio competitivo sul mercato, mentre nel 30% dei casi in un allineamento agli standard delle altre imprese. La quasi totalità delle imprese (91%) che lavorano in sub-fornitura partecipano attivamente all’innovazione delle committenti: nella maggior parte dei casi (38%) collaborando all’individuazione di soluzioni innovative rispetto al prodotto finale, nel 31,6%, proponendo spontaneamente all’azienda committente prodotti o materiali ad alto valore innovativo, nel individuando le soluzioni richieste dal committenti (15,2%) e nel trasferendo macchinari e tecnologie che l’azienda committente non conosceva (6,3%).

Ma anche senza arrivare ad avvalersi della ricerca universitaria, fare innovazione costa. Soprattutto per le piccole imprese, visto che il 72% delle spese sostenute viene finanziato con mezzi propri e solo il 2,5% con finanziamenti pubblici agevolati. Tali spese incidono per circa il 19% sul totale delle spese di un’azienda e, globalmente, portano a un investimento annuo delle 145mila le imprese con meno di 20 addetti di 1,8 miliardi in innovazione e ricerca.

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