L’impatto della generazione “Millennial” sulle aziende

Enterprise
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Uno studio europeo, commissionato da Xerox a Forrester Consulting sulle
tendenze in atto sul luogo di lavoro, rivela che la generazione nata dopo il
1980 (Millennial) forzerà i ritmi del cambiamento in ufficio. Le aziende che non
sapranno rispondere alle nuove esigenze si troveranno in una posizione
svantaggiata

Le persone nate tra il 1922 e il 1945 vedevano il lavoro come fedeltà all’azienda, quella seguente, chiamata dei Baby Boomers, era guidata dalla conquista di stabilità o dai possibili successi finanziari. In seguito si è affacciata nel mercato del lavoro la generazione ?X?, nata tra il 1965 e il 1980, caratterizzata da un’indipendenza più forte e dall’affermazione del proprio ruolo. Ma oggi stanno arrivando nelle aziende i ?Millennial?, ovvero la generazione nata dopo il 1980, caratterizzata da uno stile di vita digitale, portata verso le relazioni a distanza e il lavoro in team. Una generazione che sembra preferire il lavoro su commissione, che non vende il proprio tempo, e rifiuta o vive con frustrazione burocrazia e limiti alla loro azione.
L’Europa è pronta per la generazione dei Millennial”? Alla domanda, tutt’altro che futile, risponde uno studio commissionato da Xerox e pubblicato anche in Italia da Forrester Consulting. Non vi lasciamo la suspence, perché è evidente che la risposta è “no”. Lo studio, infatti, rivela che le aziende europee devono fare ancora molta strada prima di riuscire a soddisfare le esigenze e gli stili di lavoro della generazione cresciuta nell’era digitale. E’ vero che sono stati fatti molti passi avanti per arginare la crescente richiesta di flessibilità e miglioramento dell’equilibrio tra vita professionale e vita personale, ma nelle aziende ancora mancano i tool collaborativi e le infrastrutture Ict per affrontare una nuova modalità di lavoro.

Mancano gli strumenti digitali
Lo studio è basato su una ricerca condotta tra 1.600 executive di 16 Paesi, di cui 101 italiani. Gli intervistati, a dire il vero, sono convinti di supportare pienamente i nuovi arrivati nel mondo del lavoro, persone a loro agio con la tecnologia, ma guardando meglio tra le risposte si scopre che la ricerca descrive una realtà alquanto diversa.
Le aziende sono riuscite ad adeguarsi solo nei cambiamenti con i quali la maggior parte dei manager riesce a rapportarsi facilmente, per esempio il lavoro flessibile. Ma i problemi insorgono quando i cambiamenti richiedono, invece, l’adattamento a un modo di lavorare che è stato reso possibile solo dalle tecnologie emerse nell’ultimo decennio.
Una percentuale sorprendentemente elevata di aziende consente al proprio personale di lavorare con orari flessibili (76%), e occasionalmente anche lontano dall’ufficio (67%). Tuttavia sono poche le aziende che forniscono gli strumenti necessari ai “Millennial” per svolgere il lavoro remoto, a meno che non si tratti di tool molto affermati e già presenti nel bagaglio d’esperienze delle persone. Telefono cellulare e laptop sono le uniche tecnologie mobili fornite da molte aziende, ma solo una piccola minoranza aggiunge anche Pda (11%) e dispositivi mobili per la posta elettronica (10%).
La storia si ripete se si analizzano gli stili di lavoro e l’infrastruttura dell’ufficio. I portali basati su browser e la possibilità di stampare quantità di carta illimitate sono le risorse a disposizione della maggior parte delle persone (61%). Tuttavia, solo il 5% degli interpellati lavora in aziende che forniscono lettori Mp3/4 e solo il 15% ha accesso a contenuti Webcast.

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