Le sfide di Bmc Italia per il 2008

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Il country manager, Bettina Giordani, traccia un bilancio dei suoi due anni alla guida di un’azienda tornata a crescere

Sono passati circa due anni da quando Bettina Giordani ha preso il timone della filiale italiana di Bmc Software. Non si poteva, allora, parlare di un debutto, visto che la manager vantava un’anzianità in azienda di una quindicina d’anni. Il suo avvento è servito soprattutto per restituire slancio a una realtà che, a livello locale, non era certamente in crisi, ma forse subiva un po’ la concorrenza degli altri big del system management. “Il mio lavoro è stato quello, fin dall’inizio, quello di creare maggior consapevolezza sul brand, anche all’interno stesso dell’azienda”, ricorda Giordani.

L’azione si è tradotta in una maggior presenza sul territorio, attraverso eventi tematici e culturali volti a diffondere il concetto di business management come sinonimo di crescita professionale e innovazione. Secondo le stime di Bmc, in questo lasso di tempo circa 2.500 persone hanno partecipato a workshop o convegni che sono serviti per spiegare concetti come il Configuration Database Management o le best practice di Itil, coniugando in questo modo un’attività di natura quasi formativa con una di natura più commerciale.

Lo sforzo ha pagato, almeno stando alle valutazioni che ne trae Bettina Giordani: “Siamo cresciuti soprattutto sul fronte mainframe, superando addirittura l’obiettivo. Contrariamente a quanto si possa pensare, non si tratta di un comparto statico, ma ci sono aziende innovatrici che vanno veloci e il supporto del Business Performance Management viene compreso e valorizzato”.

Oggi, Bmc è un’azienda in evoluzione, tanto sul piano delle strategie corporate quanto a livello locale. L’annuncio di Bmc Service Automation, nello scorso ottobre, ha esteso il raggio d’azione dell’offerta in direzione dell’automazione dell’intero ciclo di vita dei servizi di business erogati attraverso l’It. Inoltre, nel corso del 2007, sono state acquisite aziende come RealOps ed Emprisa, che hanno consentito di rafforzare le proposte di automazione dei processi It (nel primo caso) e dell’infrastruttura di rete (nel secondo) e di riportare sui server concetti mutuati dai mainframe. La filiale italiana ha ovviamente il compito di tradurre le novità in opportunità di sviluppo di mercato. “Per il 2008, tuttavia, abbiamo anche l’obiettivo di accentuare la crescita professionale, anche all’interno della nostra realtà – spiega Giordani -. D’altronde, il buon andamento della filiale si traduce in un aumento degli obiettivi, per raggiungere i quali occorre una maggior competenza e sviluppo individuale”.

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